La popolazione nel tempo

(a cura di Simona Bellucci e Francesco Deplanu)

I DATI

 

Fino al Regno d'Italia non abbiamo dati univoci e facili da interpretare per questo per quanto riguarda il periodo antecedente cercheremo di trovare più fonti possibili anche se il nostro interesse per l'andamento demografico si concentra sull'età contemporanea, con i suoi grandi spostamenti di popolazione dalle campagne alla città nel dopoguerra e i flussi immigratori degli ultimi decenni. Questi saranno gli eventi su cui ci concentreremo per meglio capire in che direzione può andare l'identità del nostro Paese. Per questo alla fine della pagina troverete i rimandi alle sottosezioni di "arrivi", con le prime storie delle persone che sono arrivate con il fenomeno immigratorio e delle "partenze", con le prime storie dei nostri emigranti soprattutto nel periodo 1950-70.

Per il passato pre-unitario abbiamo comunque delle indicazioni che provengono da fonti diverse, ad esempio da dopo il "Concilio di Trento" fino all'unità d'Italia sono le Diocesi e le parrocchie che possono darci importanti informazioni. Ci scusiamo fin da ora per i dati e le indicazioni incomplete, ma il sistema produttivo mezzadrile esigeva una popolazione sparsa sul territorio e perciò ci appaiono al momento difficili da individuare le fonti stesse da indagare.

Sappiamo comunque, ad esempio, che nel registro delle anime della Diocesi di Gubbio del luglio 1808 risulta che nella “Fratta” ci fossero nelle parrocchie di San Giovanni Battista 346 abitanti e di Santa Croce (con Sant'Erasmo) 1051 abitanti , tutte e due urbane e rurali, erano presenti dunque 1397 anime complessive. La fonte è un post dello storico locale Cece di Gubbio.  Però è impossibile poter paragonare questi dati con quelli di circa 50 anni dopo, con il Regno d'Italia, che presentano nel comune di Umbertide più di 10.000 abitanti. Questo perché la Diocesi non copre tutto il territorio dell'Istituzione "Comunità di Fratta" (denominazione del 1808) e ci dovrebbero essere altre parrocchie sotto le Diocesi di Città di Castello o Perugia, con i relativi documenti.

L'evoluzione della popolazione dal Regno d'Italia ad Oggi

Per quanto aggregati, perché totali, questi sono i dati generali della popolazione umbertidese dall'Unità d'Italia ad oggi. Ci servono da base per riflettere sul movimento di popolazione degli ultimi 150 anni, anche se non ci danno la misura dello spostamento notevole di abitanti dalle campagne alla città.

Anno               Residenti

1861                10.184

1871                11.174

1881                11.537

1901                13.007

1911                13.248

1921                14.588

1931                15.647

1936                15.146

1951                16.077

1961                14.497

1971                13.498

1981                14.183

1991                14.379

2001                15.254

2016                16.607

Secondo il prof. Bruno Porrozzi che se ne occupò nel suo libro "Umbertide e il suo Territorio. Storia ed immagini." negli anni '50 la nostra cittadina cominciava a svilupparsi verso sud-est rispetto al nucleo centrale ancora ben definito vicino alla"Fratta" come viene ancora chiamato dalle persone più anziane il centro della città. La popolazione era ancora nelle campagne in maggioranza ma si sarebbe poi spostata nella zona urbana. Nella campagna caratterizzata dalla policoltura "punteggiata da case coloniche, fattorie e modeste frazioni, era abitata essenzialmente da famiglie di mezzadri e da altri nuclei, legati in qualche misura all’agricoltura (fabbri, maniscalchi, falegnami, muratori, piccoli commercianti, sensali, ecc.); tutti lavoravano per fornire vettovaglie ai cittadini". Con la nascita di uno sviluppo artigianale ed industriale negli anni '60, assieme al cambiamento delle norme sulla mezzadria avvenuto nel 1964, cominciò lo spostamento della popolazione verso il centro.

All'inizio degli anni '80 scrive il prof. Porrozzi "Nel Comune di Umbertide operano attualmente nell’agricoltura sessantuno nuclei di mezzadri con centocinquantanove unita‘, trenta aziende con centododici salariati fissi, cinquantasei aziende con operai avventizi, trecentosettantanove aziende a conduzione diretta con settecentosessanta unita‘. Sono state costituite cinque cooperative (C.A.U., Molino Popolare Altotiberino, Fratelli Cervi, C.I.Z.A.U.P., Produttori Tabacco Alto Tevere), che occupano alcune decine di operai fissi.". In questo contesto oramai modernizzato la popolazione aveva scelto di spostarsi verso il centro cittadino.  

 

La sintesi  più significativa però dei cambiamenti non sono il raddoppio in venti anni della popolazione del centro cittadinino da 4780 a 8629 persone su circa 15000 abitanti del Comune. 

La sintesi  più significativa però dei cambiamenti sono i dati che riguardano il settore di lavoro dal settore primario rispetto al secondario. Nel giro di 30 anni questo rapporto si ribalta  completamente; questi i numeri: da 4957 addetti all'agricoltura nel 1961 si passa a soli 1359 nel '71 ed addirittura a 1104 lavoratori nel 1981. Mentre a fronte di 1363 addetti nell'industria nel 1961 si cresce a 1960 addetti nel '71 e ben 2249 nel 1981, con un chiaro spostamento dei lavoratori nel terziario non preso in considerazione dai dati del prof. Bruno Porrozzi, in “Umbertide e il suo Territorio. Storia ed immagini". 

 

Soprattutto per capire quale comparto del settore primario fu colpito inseriamo un nuovo grafico tra mezzadri e coltivatori diretti anche se con i soli dati del 1970 e 1982: nel 1970  ci contavano 1340 mezzadri e nel 1982  solo 159,  nel 1970 si contavano 918 coltivatori diretti che si ridurranno di poco nel 1982 ovvero a 760 lavoratori diretti. Fu, insomma, la mezzadria a morire.

La necessità dell'emigrazione dal 1950 al 1970

Se si considera inoltre lo studio di Giovanni De Santis "Lineamenti antropo-geografici del comprensorio <<Alta Valle del Tevere>>" in  "L'alta Valle del Tevere", estratto da "Umbria Economica", anno III, n. 4 - 1982  stampato grazie all'allora "Banca Popolare di Spoleto", si vede come dal 1951 al 1971 la popolazione del Comune di Umbertide dimuinì del 14,4 per cento, passando da 16.077 a 13.498 un flusso migratorio notevole verso mete straniere e la zona romana generato dall'incapacità del sistema produttivo di "mantenere" la popolazione. Influì grandemente nel precario sistema produttivo agricolo, innervato da tempo dalla coltura del tabacco, la "peronospera tabacina", secondo Paola Laura Ciabucchi "Ombre e luci dello sviluppo industriale nell'Alta Valle del Tevere" che ridusse del 50% la superficie coltivata nell'Alta Valle del Tevere e ridusse da 1664 a 217 gli addetti. Da quel momento si sentì l'esigenza di far crescere zone industriali nelle nostre zone permettendo lo sviluppo industriale attuale. Sviluppo industriale, che assieme ai lavori agricoli stagionali e alla normale tendenza degli emigranti di trasferirsi dove esistono  nuclei emigrati delle stesse zone ha favorito una inversione di tendenza nel popolamento portando all'attuale situazione di più di 16000 abitanti, sostanzialmente identica al 1951. In particolare l'evoluzione del sistema metalmeccanico, nato collegato alla produzione agricola già prima della guerra, vide la nascita di diverse imprese e nel 1963 la nascita della Metalmeccanica Tiberina.

Il sistema produttivo agricolo prima, con i lavori stagionali legati anche alla coltivazione del tabacco, ed oggi il comparto metalmeccanico e dell'"automotive", cresciuti accanto a diverse grandi aziende del territorio, hanno fatto da catalizzatore per molte persone provenienti sia dall'estero che da altre Regioni italiane. 

La crescita della popolazione attuale: l'immigrazione

Negli ultimi decenni, infatti, in questa popolazione umbertidese è aumentata la quantità di famiglie "straniere" (la definizione che si segue è quella normativa dell'ISTAT). Si è rapidamente passati in circa 15 anni da meno di mille stranieri residenti a più di 2700:

Popolazione Straniera residente al 1° Gennaio  2002- Totale 905

Popolazione Straniera residente al 1° gennaio - 2016 -Totale 2703

Sempre dalla stessa fonte Istat si può sapere quali sono le diverse nazionalità di provenienza dei cittadini stranieri residenti: ben quattro, marocchina, albanese, rumena ed algerina sono sopra le 100 unità. Insomma una parte consistente della popolazione residente in Umbertide è portatore di storie e culture variegate. La consapevolezza di come il passato ha strutturato le tradizioni oltre al territorio rurale ed urbano in cui oggi abitano dovrebbe essere patrimonio di tutti soprattutto dalle seconde generazioni che, oltre a portare il proprio bagaglio culturale e di esperienza, si dovranno sentire parte del tessuto sociale generale nella maniera più completa possibile.

Dopo i dati ed i numeri del cambiamento della popolazione si può proseguire nelle vite e nelle storie dei vecchi e nuovi umbertidesi. Cliccando sulle "parole calde" evidenziate in giallo le prime storie di che è partito e di chi è arrivato

FONTI:

- Bruno Porrozzi, Umbertide e il suo Territorio. Storia ed immagini. Ass. Pro Loco Umbertide, editrice Cartolibreria 10+ 10 di Venti Maurizio, Umbertide

Simona Bellucci, Umbertide nel secolo XX: 1943-2000, Edizioni Nuova Prhomos, 2018.

Paola Laura Ciabucchi "Ombre e luci dello sviluppo industriale nell'Alta Valle del Tevere" in "L'alta Valle del Tevere", estratto da "Umbria Economica, anno III, n.4 - 1982  stampa della "Banca Popolare di Spoleto" (p. 87 -89)

- Giovanni De Santis "Lineamenti antropo-geografici del comprensorio <<Alta Valle del Tevere>>" in "L'alta Valle del Tevere", estratto da "Umbria Economica, anno III, n.4 - 1982  stampa della "Banca Popolare di Spoleto" (p. 55)

 

- http://demo.istat.it/str2002/index03.html

- http://demo.istat.it/pop2019/index.html

- http://www.comuni-italiani.it/054/056/statistiche/popolazione.html

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