LA STORIA DELLE SEDI COMUNALI DI UMBERTIDE

 

 

A cura di Fabio Mariotti 


Le antiche sedi comunali di Fratta

 

Nel 1189 Fratta fu sottoposta alla giurisdizione di Perugia ed ebbe magistrature proprie. La prima sede del Comune, dagli ultimi anni del XII secolo fino almeno al 1381, fu in fondo all’attuale via Alberti, nel palazzo d’angolo tra la porta e la controporta della Campana, in cima alla Piaggiola.

Successivamente il palazzo comunale traslocò davanti alla Rocca (adesso piazza Fortebracci),

nell’edificio confinante con l’attuale teatro, arretrato di alcuni metri rispetto ad oggi.

Nel 1435, soppresso il monastero delle monache di Santa Maria di Castelvecchio che lì aveva sede, il Comune si appropriò di alcuni locali dell’edificio del teatro odierno dov’era anche la residenza del podestà.

Nel 1449 nel palazzo comunale c’è una “sala inferiore”, usata per le prigioni fino al 1815, quando saranno spostate alla Rocca. Nella “sala superiore” si riuniva il Consiglio comunale. Il locale, negli anni successivi, verrà anche concesso per le rappresentazioni teatrali.

Dopo il 1500 nella piazza del Comune si calava un grosso ponte levatoio di legno ancorato a ganci di ferro, costruito nella parte posteriore (ovest) della Rocca. Sulla facciata del palazzo comunale era posta una grande meridiana.

Nel 1760 gli spazi adibiti ai servizi comunali cominciarono a rivelarsi insufficienti, ma solo alcuni

anni dopo fu possibile trovare una sede adeguata.

Nel 1787 il cardinale Angelelli soppresse il convento di Santa Maria Nuova, in fondo alla Piaggiola, e il Comune si insediò in quegli ampi locali; da principio nell’ala verso il Tevere, poi, ristrutturato il complesso, nella parte lungo la strada. Al primo piano, avevano sede anche le scuole: vi rimarranno fino ai primi decenni del Novecento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia dell’attuale Palazzo Comunale

 

Alla fine del XVII secolo un agglomerato disordinato di casupole occupava l'area dove oggi sorge il Palazzo Comunale. L'odierna Piazza Matteotti era solo un piccolo slargo e non simboleggiava il centro del potere locale, che allora gravitava intorno alla Rocca.

I Marchesi di Sorbello disponevano delle costruzioni ubicate nell'area dell'attuale residenza municipale a titolo di enfiteusi "fino alla terza generazione", in base ad un contratto con la Mensa Vescovile di Gubbio, proprietaria degli immobili. Sulla base di questo contratto, le vecchie casupole furono abbattute ed iniziò la costruzione del palazzo che fu portata a termine il 29 aprile 1720. Da questa data l'edificio prese il nome di "Palazzo Bourbon di Sorbello" e la piazzetta antistante "Piazza del Marchese". Era composto di tre livelli oltre al pian terreno. Al primo la residenza nobile e le sale di rappresentanza con pareti e volte decorate da affreschi, gli altri due piani destinati ad alloggio.

Il palazzo, tuttavia, risultava inadeguato alle esigenze dei Marchesi Bourbon che, quasi sicuramente, non divennero mai proprietari dell'immobile. Quando il Comune decise di occupare quella sede, nella primavera del 1841, esso apparteneva, infatti, a Domenico Mavarelli che nel frattempo lo aveva acquistato dalla Diocesi di Gubbio. Il Mavarelli aveva ricoperto l’incarico di Primo Priore di Fratta tra il 1832 e il 1853. Un suo congiunto, Mauro, sarà il primo Sindaco dell’Italia unita, nel 1861, e rimarrà al centro della politica cittadina fino al 1887.

La residenza municipale si era trasferita nel 1787 fuori dalle mura cittadine, nel soppresso convento femminile di Santa Maria Nuova, situato nell'attuale via Grilli, in fondo alla Piaggiola. Si trattava senza alcun dubbio di una collocazione inadeguata e infelice.

La ricerca di una sistemazione più idonea e centrale si fece urgente e il 17 dicembre 1840 il Consiglio Comunale affrontò ufficialmente il problema del trasferimento in altra sede, proponendo quella del "Palazzo del Marchese", ormai Mavarelli. La proposta, messa ai voti, fu approvata a maggioranza. .

Il trasloco avvenne nel marzo successivo e fu stipulato un contratto di enfiteusi perpetua, dietro pagamento di un canone annuo di 75 scudi a Domenico Mavarelli. I lavori di sistemazione del palazzo incominciarono subito nei vari piani e man mano che terminavano vi si trasferivano le varie attività comunali. L'archivio comunale fu sistemato al terzo piano nel 1843.

Da allora, l’antico palazzo Bourbon di Sorbello ospita il Comune.

Sotto il dominio pontificio, fu riservato al Governatore ed alla sua famiglia, agli “Uffici di Cancelleria Civile e Criminale” ed al Magistrato. Al secondo piano c’erano le scuole pubbliche, al terzo l’archivio. Mentre i locali superiori hanno avuto diverse sistemazioni nel corso degli anni, il piano nobile è rimasto inalterato nel tempo, con poche varianti che riguardano solo la destinazione delle stanze. L’ufficio del Sindaco e la sala del Consiglio comunale sono sempre rimasti al loro posto, mentre quella della Giunta, intorno al 1990, ha occupato lo spazio destinato alla segreteria del primo cittadino, lasciando la tradizionale e storica sala, che ospitò l'esecutivo della Liberazione e della nascita della Repubblica, per le riunioni dei gruppi consiliari e le conferenze stampa.

Nel 1923 fu apportata al palazzo qualche modifica interna e fu anche rimosso il casotto di legno che ingombrava l'atrio. Vennero inoltre restaurati i quadri che ricordano antichi personaggi umbertidesi e fu commissionata al prof. Frenguelli l'esecuzione dei due stemmi in travertino, d'Italia e di Umbertide, da murare tra le finestre centrali del primo piano.

 

 

 

 

 

 

 

Il bombardamento aereo del 25 aprile 1944 e quelli successivi risparmiarono questa costruzione, che tuttavia fu seriamente danneggiata in molte parti da altri eventi bellici.

Nel dopoguerra si provvide alla riparazione di tutti i locali e a restaurare le volte affrescate al primo piano con una spesa totale di 1 milione e 500mila lire.

Per le sue condizioni di degrado e pericolosità il 21 settembre 1981 iniziarono i lavori di restauro e consolidamento che furono ultimati il 10 novembre 1984, con l'aggiunta dei locali costruiti sull'antico vicolo degli "Scudellari", acquistati per far posto agli uffici per le nuove competenze dell'amministrazione comunale.

L'ampio atrio, dove è disposta la postazione informativa e dove si affacciano gli uffici del Sindaco, del Vicesindaco e della Giunta Comunale, ha le volte completamente affrescate e sulle pareti una galleria di quadri che rappresentano alcuni personaggi storici umbertidesi. Nell'ufficio del Sindaco, le cui finestre danno su piazza Matteotti, si possono ammirare alcuni quadri importanti per la storia cittadina: "La piazza del mercato" di Ernesto Freguglia risalente al 1875; una tela raffigurante "San Romualdo, la Maddalena e la Vergine col Bambino" di autore ignoto; un disegno di Fratta vista da nord di Giovanni Santini della prima metà dell'800. Nella sala Giunta, con le volte completamente affrescate, prosegue la galleria dei personaggi storici umbertidesi e viene ospitato un antico e prezioso scaldino in ceramica artistica. La sala dei gruppi consiliari ha le pareti e le volte completamente affrescate ed è una della sale più belle di tutto il Palazzo Comunale. La sala del Consiglio Comunale occupa quello che una volta era il salone delle feste, dove gli antichi proprietari usavano intrattenere i loro ospiti. Sulla parete dietro il bancone riservato alla Giunta un grande affresco rappresenta lo stemma comunale. In alto, sulle pareti laterali, sono poste delle terrazze monumentali.

Gli affreschi delle sale comunali sono stati realizzati nel 1810 dal pittore Montorsi di Perugia mentre Biagio Vantaggi di Gubbio realizzò nel 1842 le sculture presenti nel piano nobile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                   

 

                                                                                                                    Nel 2016, con la giunta comunale guidata dal sindaco Marco Locchi,                                                                                                                        sono stati avviati i lavori di miglioramento sismico ed efficentamento                                                                                                                        energetico del palazzo comunale, lavori portati a termine nel 2021                                                                                                                           dalla giunta comunale guidata dal sindaco Luca Carizia. Il palazzo è                                                                                                                         stato riaperto alla fruibilità dei cittadini, completamente rinnovato, nel                                                                                                                     luglio 2021.

                                                                                                                   Un Palazzo Comunale, quello di Umbertide, che ha saputo quindi                                                                                                                             conservare il meglio della sua antica e nobile storia, attrezzando                                                                                                                               tuttavia, nel corso degli anni, i propri uffici con i più moderni strumenti                                                                                                                     informatici per rispondere sempre meglio alle legittime esigenze dei                                                                                                                       cittadini utenti.

                                                                                                                   Fonti:

                                                                                                                   Calendario storico di Umbertide 2009 

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