I Giochi di strada

(a cura di Francesco Deplanu)

Il Ruzzolone

Il "Ruzzolone" è un gioco popolare molto seguito ad Umbertine fino a pochi decenni fa, le sue origini sembrano antiche, praticato in tutta Italia come "ruzzola" o "ruzzica" qualche autore lo fa discendere dall'antichità classica con il passaggio poi al mondo etrusco vedendo nell'iconografia del "discobolo" o "lanciatore" nella tomba della Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia per via della posizione di lancio non conforme all'iconografia classica del lanciatore.

Le notizie però su giochi popolari sono rare, con la ripresa degli interessi delle tradizioni del Volk nel periodo romantico cominciò la ricerca di informazioni. In Umbria, a Perugia per quanto raccontava il prof. Sciurpa nel suo "blogspot", citato nelle fonti, le notizie provengono soprattutto dalle notizie ufficiali rivolte soprattutto a delimitarne l'uso. 

Lancio del ruzzolone

Si giocava nei giorni di festa, vestiti con i vestiti buoni, dal periodo di Pasqua in poi. Il Ruzzolone poteva essere una forma di formaggio invecchiato e molto indurito o in legno, spesso di sorbo a quanto riferisce il prof. Sciurpa . Aveva un diametro di circa 30-40 cm e poteva pesare da 2 a 5 kg. Veniva lanciato grazie ad una fettuccia arrotolata che terminava con un rocchetto di legno. Veniva lanciato con forza e così la “ruzzola” poteva percorrere percorsi più o meno lunghi; si ripartiva da dove si fermava la “ruzzola”, si giocava a coppie o uno contro uno.

Si giocava a coppie

Giochi del XX secolo

Costa Muro

"Costa Muro o "Tocca muro" per giocare prima della guerra si andava al Tevere, si scendeva dopo la  porta di "caminella", al termine di Piazza di San Francesco per raggiungere le "schioppe" sulle rive del Tevere per ricercare  le “piastrelle”. Le "piastrelle" erano le pietre di fiume levigate dal flusso delle acque, e si dovevano ricercate "pari", ovvero simili e belle. Si giocava uno contro uno poi sulle mura di casa, chi si avvicinava più vinceva quelle della altre. Negli anni '60-'70 si sostituirono alle pietre le "figurine" dei calciatori.

Palla Muro

A "Palla muro" si giocava disegnando con gesso sul muro un cerchio, con la palla poi si doveva centrare il disegno. Chi non ci prendeva aveva una "penitenza" da scontare. 

Castelletto 

A "Castelletto" si giocava con le palline di vetro (biglie) o più spesso, perché meno costose con palline di coccio, solitamente di colore marrone. Si dovevano mettere assieme una vicino l'altra  in numero  sufficiente a fare il "piano" (3-4-5 piani) sopra e costruire sopra poi un'altra serie. Il "castelletto" diventava una specie di "birillo"(fino a 6 castelletti in fila) da colpire con il “ticco” di altre biglie o palline.

Albero della cuccagna

All'"albero della cuccagna" si giocava sulle piante del Tevere attaccando sui rami i sacchi di iuta scartati dal "Consorzio". I sacchi di iuta si legavano con le “vetriche”, rametti di piante che nascevano al Tevere molto elastiche; all’interno vi venivano messi sassi, farina, pezzi di torta mischia . I sacchi venivano preparati da tutti i "giocatori" assieme ma poi erano messi sull’albero solo da alcuni, gli altri restavano bendati, il gioco avveniva presso le zone di "Schioppe" o al "Patollo". 

Fonti:

http://robertosciurpa.blogspot.com/2010/01/il-ruzzolone-tra-le-tante-attivita-di.html?m=1

- https://www.etruscopolis.com/tomba-delle-olimpiadi

- https://it.wikipedia.org/wiki/Ruzzola

- https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Carlo_Fontana_e_Enrico_Mascagni_campioni_di_ruzzola_fine_%27800.jpg

https://www.danielemancini-archeologia.it/i-giochi-olimpici/

- fonte orale: Imperia Guardabassi

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