25 Aprile

Il 25 Aprile ad Umbertide significa più cose. Gioia e dolore, morte e liberazione... il 1944 con il bombardamento; il 1945 la liberazione. 

Il primo, il nostro, potete approfondirlo con le pagine di Alvaro Tacchini su "l'Atlante della memoria" con la contestualizzazione degli eventi che subì la nostra gente al passaggio del fronte ad aprile 1944; ne i "Percorsi della memoria", di Fabio Mariotti, si può rivivere il dolore di una intera comunità che conterà 70 vittime; con le "Voci della memoria" si potrà entrare nel tentativo di mantenere il ricordo delle persone che persero la vita quel giorno.

25 Aprile 1944: Il bombardamento di Borgo San Giovanni e la morte di 70 concittadini

(a cura di Fabio Mariotti)

Dodici aerei Curtiss P – 40 Kittyhawk inglesi partirono dall’aeroporto da campo di Cutella in Puglia per distruggere il ponte stradale sul Tevere e rendere più difficoltosa la ritirata dei tedeschi. Era il 25 aprile 1944. Una data che gli umbertidesi non dimenticheranno.Tra le 9 e le 9,30 la squadriglia alleata solvolò il cielo di Umbertide, con il suo carico di due bombe di grosso calibro per aereo (complessivamente circa 4 tonnellate di esplosivo). Dopo vari volteggi sopra Romeggio, gli aerei si diressero verso Serra Partucci, a favore di sole, da cui discesero in picchiata verso il ponte sul Tevere. Ma le bombe (come scrisse Roberto Sciurpa nel suo volume “Umbertide nel secolo XX 1900 – 1946, da cui sono tratte queste notizie) non erano ancora “intelligenti” (se mai ci saranno bombe intelligenti) e sbagliavano spesso il bersaglio. Questo purtroppo accadde anche ad Umbertide. Le bombe, fatte cadere ad intervalli regolari di circa 30 secondi tra una coppia e l’altra, invece di colpire il ponte andarono a finire tutte, salvo due, sopra le case del centro storico. Fu una strage. 70 persone, di cui 46 donne, rimasero sepolte sotto le macerie.

Questa è la guerra. Questi sono quelli che oggi chiamano “effetti collaterali” che colpiscono sempre e inesorabilmente i civili, le persone più indifese. Per evitare anche questi effetti, c’è un solo sistema universale, non fare più guerre e lavorare sempre per la pace.

E poi l'altro 25 aprile, quello del 1945 con la liberazione e la fine della guerra, evento nazionale che si celebra in tutta Italia. Liberazione che avvenne in un contesto militare più ampio collegato con il fronte dell'est Europa e quello "francese": il 25 aprile con "l'Elba day" si unirono.

 

La liberazione con le azioni del CLNAI si può approfondire con il link al "25 aprile 1945"nel sito dedicato da RaiCultura. Nello stesso momento si unirono le truppe americane e sovietiche a Torgau sul fiume Elba. L'azione palesò la fine del sistema nazista che avvenne pochi giorni dopo con la Battaglia di Berlino, dando la sensazione di un'effimera concordia che in realtà era solo militare. Seguendo il link si può raggiungere una pagina di approfondimento all'Elbe Day.

25 Aprile 1945 – 2020: Settantacinque anni dalla Liberazione

(a cura di Fabio Mariotti)

 

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Alfredo Pizzoni, Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani (presenti tra gli altri il presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza) – proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presìdi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano».

Da allora il 25 Aprile è festa nazionale, anniversario della liberazione d'Italia. È infatti un giorno fondamentale per la storia d'Italia in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze armate alleate, dall'Esercito Cobelligerante Italiano e dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall'8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l'occupazione nazista.

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