1 - Copertina libro.jpg

La Montecorona

di Giuliano Sabbiniani
  .

IL LAVORO NEI CAMPI

 
(Dal suo libro “Montecorona – la Tenuta e la sua gente” 

Gruppoeditorialelocale, Digital Editor srl, Umbertide - 2021)   

LA SEMINA

LA SEMINA

IL LAVORO NEI CAMPI NEL TERRITORIO DI MONTECORONA

di Giuliano Sabbiniani

A Montecorona la lavorazione della terra per la semina, prima dell'arrivo dei trattori, era eseguita con i buoi ed avveniva ad agosto, in quanto i terreni non dovevano essere bagnati..Si cominciava con l'aratura, cioè si rompeva con il "perticale" (aratro) la terra e la si rovesciava preparando la "magese"; a una superficie piana. Se non c'era stata sufficiente pioggia, le zolle erano troppo asciutte ed il lavoro ...

LA VENDEMMIA

LA VENDEMMIA

LA COLTIVAZIONE DELLA VITE E DELLA VENDEMMIA

di Giuliano Sabbiniani

Prima della grande ristrutturazione della Tenuta negli anni Cinquanta da parte dell'I.F.I., a Montecorona non esistevano dei veri vigneti: i campi erano pieni di lunghi filari di viti, sostenuti da alberi da frutta o da "oppi" (aceri). Le viti erano ancorate su tre fili di ferro: su quello centrale si espandeva la vite in orizzontale, sul più basso venivano legati i tralci,

IL TABACCO

IL TABACCO

LA COLTIVAZIONE DEL TABACCO NERO

di Giuliano Sabbiniani

La coltivazione del "tabacco nero" ha caratterizzato per decenni il paesaggio di Montecorona, contribuendo in maniera sostanziale all'economia delle famiglie contadine.
Essa veniva effettuata in quei poderi della Tenuta dove era possibile una buona irrigazione; la manodopera impiegata era quasi esclusivamente femminile, salvo alcuni lavori pesanti svolti dagli uomini.
A febbraio si preparava il semenzaio in cui, dopo trenta giorni circa, sarebbero nate le piantine. Esso era oggetto di cure assidue: veniva coperto e mantenuto costantemente umido...

LA MIETITURA

LA MIETITURA

LA MIETITURA A MONTECORONA

di Giuliano Sabbiniani

Nel territorio montecoronese la mietitura incominciava nei primi giorni di luglio; il suo inizio dipendeva dal livello di maturazione del grano, dalle condizioni meteorologiche e dall'ubicazione del podere. Prima della seconda guerra mondiale, essa veniva eseguita solo ed esclusivamente utilizzando le braccia dei contadini e di altre persone, accorse a dare una mano...

IL GRANTURCO

IL GRANTURCO

LA COLTIVAZIONE DEL GRANTURCO E LA "SCARTOCCIATURA"

di Giuliano Sabbiniani

Ancor prima del secondo conflitto mondiale, nel territorio di Montecorona, visti gli alti prezzi dei cereali determinati dagli scarsi raccolti, venne incentivata la coltivazione dei grani in genere, fra cui il mais che godeva di un elevato rapporto seme/prodotto. Il periodo della semina era aprile: nel campo venivano tracciati dei piccoli "solchi" a distanza di circa 50 centimetri l'uno dall'altro...

LE BOTTEGHE

LE BOTTEGHE

LE BOTTEGHE

di Giuliano Sabbiniani

La popolazione, che viveva all'interno del territorio della Tenuta di Montecorona, riusciva ad alimentarsi con i prodotti dei campi e dell'orto, oltre che di quelli della stalla e del pollaio; alla bottega si ricorreva per i generi di prima necessità, come lo zucchero, il sale, l'olio e le spezie.
Le botteghe vendevano anche prodotti di merceria, di abbigliamento ed un po' di tutto; vi si poteva trovare pure il carburo per alimentare le "citilene" (apparecchi che servivano ad illuminare gli ambienti nella case, dove non era arrivata l'elettricità)...

LA BATTITURA

LA BATTITURA

LA BATTITURA

di Giuliano Sabbiniani


Fra il completamento del "barcone" del grano e 1'inizio della battitura passavano anche svariati giorni: questo tempo dipendeva dalla disponibilità della trebbiatrice. La battitura veniva programmata: si studiava il percorso che, podere per podere, avrebbe fatto la trebbiatrice e il tempo necessario per la trebbiatura.

IL CARRO CON I BUOI E LA TREGGIA

IL CARRO CON I BUOI E LA TREGGIA

IL CARRO CON I BUOI E LA TREGGIA

di Giuliano Sabbiniani

Il carro trainato dai buoi, nel territorio montecoronese, per lungo tempo ha avuto una funzione importante perché si adattava a1 territorio collinare per il trasporto delle merci prodotte nel podere.
Era composto da un telaio dove veniva fissato, a metà del piano di carico, l'asse che alloggiava le ruote molto alte...

I CANESTRI E  I PANARI

I CANESTRI E I PANARI

LA LAVORAZIONE DI PANARI , SCOPE E CANESTRI DI VIMINI

di Giuliano Sabbiniani

C'erano poi altre figure che non lavoravano per la Tenuta, ma svolgevano attività in proprio, utili a tutta la comunità di Montecorona e dintorni: tra queste il fabbricante di cesti di vimini, di panari e scope.
Sante (chiamato "Santino") Santini, abitante a Colle di Montecorona, era specializzato nella realizzazione di canestri e cesti in vimini, che servivano a contenere e trasportare i prodotti non liquidi, ma usati anche per tenere in ordine le provviste solide della casa.
I canestri venivano largamente usati nei lavori agricoli durante la raccolta di frutta, di legumi e di cereali.
La loro fabbricazione veniva fatta all'interno della casa o nei "fondi", spesso durante il periodo della cattiva stagione, quando i lavori agricoli ristagnavano...