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Umbertide

storia e memoria

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Il Catasto Gregoriano
a cura di Francesco Deplanu
(20 dicembre
2019 - aggiornamento 7 febbraio 2026)

Il Catasto Gregoriano è un  catasto generale geometrico particellare dello Stato pontificio: iniziato da Pio VII nel 1816,, dopo l’esperienza napoleonica, è definito così perché fu terminato da Gregorio XVI nel 1835. 

Nel 1816 Pio VII istituì la Congregazione dei Catasti: l’organismo centrale che doveva stabilire norme e procedure, uniformi per la stima dei fondi rustici ed urbani. Nello Stato Pontificio mancava una misura uniforme e si decise di usare il sistema metrico decimale introdotto dal sistema francese piuttosto che il più complesso “rubbio romano”, composto da 3703 canne architettoniche quadrate. Nel sito del progetto “Imago” che ha realizzato la digitalizzazione del Catasto Gregoriano si precisa “La misura lineare adottata fu quindi la canna censuaria corrispondente al metro e suddivisa in 10 palmi (dm), pari a 100 once (cm) o 1000 minuti (mm). Per le superfici, si adottarono il quadrato di 10 tavole (corrispondente all'ettaro e cioè a 10.000 m2), la tavola di 1000 canne quadrate (pari a 1000 m2) e la canna quadrata (1 m2), a sua volta suddivisa in palmi, once e minuti quadrati. Rispetto al periodo francese mutavano i nomi ma non la sostanza.”

Oltre ai fondi rurali assume notevole importanza la mappatura (“Mappa”) dei centri urbani realizzati a solitamente a scala 1:2000, assieme a queste dovevano poi essere prodotte due ulteriori copie in scala ridotta a 1:4000 o a 1:8000 (le "Mappette"), con la  riproduzione in scala originale del "caseggiato" ovvero dei centri abitati, posta in margine o in allegato. Le particelle catastali, erano  raffigurate nella  “mappa” ed  identificata da un numero assegnatole all'interno di una progressione numerica unica per ciascuna mappa. Questa veniva poi descritta nel registro catastale o brogliardo, in cui era indicato anche il nominativo di chi la possedeva.

Questa sono le pagine web del con il Catasto Gregoriano ed il "brogliardo" con il territorio della città di Umbertide dopo l'età napoleonica. Cliccando qui si apre la pagina del Catasto Gregoriano dell'Archivio di Stato di Roma, a questo punto scegliere la "casella "Perugia", evidenziata nell'immagine in rosso, e poi cliccare su "Fratta"... così si può fare in maniera analoga per Pietralunga, Montone ecc; in alternativa cliccare direttamente sull'immagine sotto in questo modo si aprirà immediatamente il visualizzatore di "Fratta" del progetto "imago" che ha digitalizzato le parti con i paesi e le città principali del Catasto Gregoriano.

Per vedere il  "brogliardo" con  il numero della particella visibile nella mappa del Catasto Gregoriano con i nomi dei rispettivi possidenti ed alcune voci di descrizione della proprietà  basta cliccare qui per vedere il relativo "brogliardo" sempre del Catasto dello "Stato Ecclesiastico".

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“Immagine n. 2: Particolare del frontespizio del Brogliardo di Fratta in Progetto Imago dell’Archivio di Stato di Roma: https://imagoarchiviodistatoroma.cultura.gov.it/Gregoriano/sfoglia_brogliardi.php?Path=Gregoriano/Brogliardi/Perugia/062&r=001.jp2&lar=2560&alt=1440

Il catasto Gregoriano arrivò in notevole ritardo, quasi di un secolo, rispetto alle esperienze censuitarie di buona parte d'Italia. Il passaggio verso questo nuovo strumento nasconde una lotta politica tra le forze che volevano  il controllo delle informazioni sulla ricchezza e sulla proprietà. Il catasto, dice Renato Zangheri, nel suo "Catasto e proprietà della terra", è "uno strumento insostituibile per l’accertamento dello stato della“ proprietà‘ della terra, la quale è per molti secoli il fondamentale mezzo di produzione, la sorgente della ricchezza e la base principale del potere....  È uno strumento ricco e infido, che va utilizzato con cautela ma può fornire abbondanti risultati. In Italia e‘ di regola piu' affinato, espressivo, e complicato, che altrove." La sua strutturazione nasconde lotte infuocate sul modo di possedere la terra e di pagare le imposte. Nel resto d'Italia uno dei bersagli tra i detentori della proprietà era proprio la proprietà collegata alle istituzioni ecclesiastiche. Qui, nello Stato Pontificio, il problema era diverso e meno urgente perché la Chiesa era detentrice di potere oltre che di proprietà.

Il Brogliardo della Comunità di Fratta (l’odierna Umbertide), datato 10 agosto 1818, costituisce una testimonianza d'archivio di eccezionale valore per la comprensione della modernizzazione amministrativa dello Stato Pontificio e la situazione economica, sociale e architettonica del nostro paese. Questo sotto è il testo presente della pagina finale che suggella  il documento e ci riporta i ruoli di coloro che lo hanno redatto:

 

“Fratta l’ 10 agosto 1818

 

Ingegnere Giovanni Gambini Geometra censuario

Ingegnere Gaspare Bertolli aiutante

Agostino Cambiotti assistente Comunitativo

Romualdo Agostini per Agostino Faloci indicatore illetterato,

 

Comunità della Fratta lì 8 settembre 1818”

brogliardo 1818.png

“Immagine n. 3: Particolare delle pagine finali Brogliardo di Fratta in Progetto Imago dell’Archivio di Stato di Roma: https://imagoarchiviodistatoroma.cultura.gov.it/Gregoriano/sfoglia_brogliardi.php?Path=Gregoriano/Brogliardi/Perugia/062&r=001.jp2&lar=2560&alt=1440

Il cosiddetto Brogliardo  di Fratta si colloca nel cuore della stagione dei rilievi sul campo avviati per superare i limiti dei vecchi sistemi descrittivi. Questo documento, oggi conservato fisicamente presso l'Archivio di Stato di Perugia, ma digitalizzato con il progetto “Imago”, certifica la conclusione delle operazioni di rilievo l’8 settembre 1818. Rilievi che saranno utilizzati per il Catasto geometrico Particellare definito “Gregoriano”. Nel Frontespizio del nostro Brogliardo possiamo vedere l’organizzazione dello Stato Pontificio stesso: “Stato Ecclesiastico, Provincia dell’Umbria, Delegazione di Perugia, Governo e Comunità di Fratta”.

 

L'operazione a Fratta fu condotta da una squadra tecnica la cui struttura rifletteva la nuova professionalizzazione dei quadri statali: 

Giovanni Gambini: Ingegnere Geometra censuario, la cui attività di "campagna" lo qualifica, secondo i criteri del 1817, come “Ingegnere ordinario”, ruolo che analizzeremo successivamente.

Gaspare Bertolli: aiutante Ingegnere.

Agostino Cambiotti: Assistente "Comunitativo" (ossia appartenente alla Comunità… di Fratta), probabilmente incaricato del raccordo operativo tra la squadra e la comunità locale.

“Romualdo Agostini per Agostino Faloci”: Faloci è indicato come "illetterato". La specificazione della non alfabetizzazione (“illetterato”) si riferisce forse alla non conoscenza del latino o, se quel “per” indica “al posto di” riferito ad una possibile firma negli atti relativi al Brogliardo, allora si deve intendere che Faloci non sapesse scrivere. Possiamo ipotizzare che Agostini e Faloci agissero come ponte tra la realtà del territorio e la prova documentale. A queste persone dobbiamo le informazioni che resero possibile il catasto di Fratta.

In questo apparato burocratico dello Stato Pontificio, il Brogliardo fungeva da anello di congiunzione essenziale. Esso operava come registro descrittivo intermedio: raccoglieva in ordine progressivo i numeri di mappa associati alle particelle, permettendo di unire il dato grafico (la mappa) al dato amministrativo e fiscale (proprietari, colture e rendite), ponendo le basi la rappresentazione geometrica del Catasto Gregoriano che possiamo considerare finito nel 1835.

 

Dal 1816 la “Congregazione del Censo" era l’Istituzione che gestiva le procedure fiscali e di rappresentazione del Territorio. 

L'Ingegnere Censuario emerse in questo periodo come figura centrale della riforma. Questa gerarchia tecnica, suddivisa tra Ispettori, Ingegneri in capo provinciali e Ingegneri ordinari , era una diretta eredità del modello francese del “Bureau des Ponts et Chaussées”, ovvero “l’Ufficio dei Ponti e delle Strade” introdotto durante l'occupazione napoleonica e mantenuto dalla Restaurazione per la sua indiscutibile efficienza nella gestione del territorio.

 

L'organo propulsore di questa imponente operazione fu la Congregazione del Censo (o del Censimento), istituita da Pio VII nel 1801. A livello periferico, per il distretto di Fratta, le operazioni erano coordinate dalla Cancelleria del Censo di Perugia. I documenti di tale ufficio, fondamentali per la ricostruzione storica del territorio umbro, sono oggi conservati presso l'Archivio di Stato di Perugia.  Le informazioni del Brogliardo, ad esempio, relative alla Chiesa della Madonna della Reggia ne Catasto Gregoriano ci permettono di sapere che con “S” è rappresentata la “Collegiata”, l’edificio nella particella n. 634 è la casa del sagrestano, edifici appartenenti tutti e due alla “Sagrestia della Collegiata di San Giovanni Battista di Fratta”. Sempre della medesima proprietà troviamo la parte di terra lungo il torrente Reggia denominato n. 632, mantenuto a “ripa cespugliosa mista”. Con i numeri n. 630 e 631, troviamo “orto” e “fondamenta di casa”, questa volta il proprietario risulta essere “Laziarini Vincenzo già di Andrea”.

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Immagine n.4: Particolare del Catasto Gregoriano di Fratta con bene visibile la “Madonna della Reggia” ed annessi digitalizzato dal Progetto Imago dell’Archivio di Stato di Roma. Si noti la numerazione che rimanda al Brogliardo con le informazioni relative all’elemento considerato e a quelli subalterni, alla “contrada”, al “possidente”, all’uso e al suo valore. In https://imagoarchiviodistatoroma.cultura.gov.it/Gregoriano/mappe.php

Immagine n.5: Particolare del Brogliardo di Fratta” relativo agli annessi della “Madonna della Reggia” ed annessi digitalizzato dal Progetto Imago dell’Archivio di Stato di Roma. In https://imagoarchiviodistatoroma.cultura.gov.it/Gregoriano/mappe.php

La transizione verso una catastazione scientifica richiese un profondo mutamento istituzionale. Se storicamente i censimenti e i catasti erano stati affidati alla Congregazione del Buon Governo; il XIX secolo vide il passaggio delle competenze a un organo tecnico specializzato, appunto la “Congregazione del Censo” (o del Censimento), istituita come detto da Pio VII. La missione dell'ente era la gestione della "Dativa reale", una tassa sui fondi agricoli basata non più sulle soggettive "assegne" (dichiarazioni giurate), ma sul reddito reale accertato tecnicamente e riportato nel “Brogliardo”.

La strutturazione dell’apparato era centralizzata nella “Presidenza Generale del Censo” a Roma, che coordinava le “Cancellerie del Censo” locali. Sebbene la bibliografia generale talvolta ometta sedi periferiche, i documenti di Fratta confermano l'autorità della Cancelleria del Censo di Perugia. 

Immagine n.4: Particolare del Brogliardo di Fratta” relativo agli annessi della “Madonna della Reggia” ed annessi digitalizzato dal Progetto Imago dell’Archivio di Stato di Roma. In https://imagoarchiviodistatoroma.cultura.gov.it/Gregoriano/mappe.php

 

Questo apparato fu consolidato dai “Motu Proprio” del 6 luglio 1816 e del 23 ottobre 1817, quest'ultimo fondamentale per l'istituzione del Corpo degli Ingegneri Pontifici.

Con il “Motu proprio” del papa Pio VII del 23 ottobre 1817, pur istituendo inizialmente il Corpo degli Ingegneri di Acque e Strade, definì lo standard per tutti i funzionari tecnici dello Stato, distinguendoli tra Ispettori, Ingegneri in capo e Ingegneri ordinari. A nostro avviso Giovanni Gambini apparteneva a questa ultima tipologia di ingegneri.

In base alle fonti realizzate da Simonetta Ciranna, con il suo lavoro corpo degli ingegneri pontifici, e le indicazioni desunte dalle ricerche dell’Archivio di Stato di Latina (pagina visibile nei links), possiamo riportare la seguente evoluzione cronologica dei Catasti Pontifici dal 1700 al Catasto Gregoriano, che restò in vigore fino al 1860 con la ricchezza di dati dei Brogliardi e la loro rappresentazione geometrica-particellare. In questa maniera si può vedere il passaggio da una descrizione soggettiva ad una scientifica.

 

• Catasto Innocenziano (XVIII secolo): Le basi furono poste dal chirografo di Innocenzo XI del 30 giugno 1681, affidando la gestione alla Congregazione del Buon Governo. Inizialmente focalizzato sull'amministrazione locale, fu esteso a tutte le comunità nel 1708.

• Catasto Piano (1777-1785): Voluto da Pio VI, si basava sulle "assegne" (erano dichiarazioni giurate). Risultava tuttavia impreciso a causa della difformità delle unità di misura e della natura descrittiva dei dati.

• Catasto Napoleonico (1807-1809): Introdusse il metodo particellare scientifico nelle Marche e nelle Legazioni, lasciando però scoperte l'Umbria e il Lazio anche se i dati preparati dal sistema francese furono largamente utilizzati dal catasto successivo con la Restaurazione.

• Catasto Gregoriano (1816-1860): Sintesi definitiva che unificò lo Stato Pontificio. Adottò il metodo particellare e la misura metrica uniforme anche se la misura era definita “canna censuaria”. Infatti fu mantenuto il sistema metrico decimale francese, ma con un'operazione di "damnatio memoriae" politica: per cancellare l'eredità terminologica francese, il metro fu rinominato "Canna censuaria", pur mantenendone l'esatta lunghezza. Questa precisione consentì la redazione di mappe alla scala di 1:2000, garantendo un dettaglio topografico senza precedenti che permise di classificare ogni appezzamento con accuratezza matematica.

 

 

Fonti:

 

Brogliardo di Fratta in Progetto Imago dell’Archivio di Stato di Roma: https://imagoarchiviodistatoroma.cultura.gov.it/Gregoriano/sfoglia_brogliardi.php?Path=Gregoriano/Brogliardi/Perugia/062&r=001.jp2&lar=2560&alt=1440

 

Catasto Gregoriano di Fratta in Progetto Imago dell’Archivio di Stato di Roma (cliccare “Perugia e poi Fratta”) https://imagoarchiviodistatoroma.cultura.gov.it/Gregoriano/mappe.php

 

https://archiviodistatolatina.cultura.gov.it/patrimonio-documentario/i-fondi-archivistici/guida-ai-fondi-archivistici/catasti

 

http://ricerca.archiviodistatoroma.beniculturali.it/OpacASRoma/authority/IT-ASROMA-EACCPF0001-000043

 

http://www.guidageneralearchivistato.beniculturali.it/document.aspx?uri=/repertori/SP214406#:~:text=22%5D%20furono%20istituite%20in%20Roma,delle%20piante%20delle%20principali%20città.

- Renato Zangheri, Catasto e proprietà della terra. Piccola Biblioteca Einaudi. Torino 1980.

- Progetto Imago II, 1997-2000, dell'Archivio di Stato di Roma:https://imagoarchiviodistatoroma.cultura.gov.it/index.html

​- Simonetta Ciranna, “Il corpo degli ingegneri pontifici dalla formazione al controllo dei lavori pubblici nei territori dello Stato Pontificio. Gli Ingegneri Giuseppe e Luigi Castagnola.” Simonetta Ciranna. Università Degli Studi Dell'Aquila, Faculty Member; Tomo 2. Consultabile online in https://www.academia.edu

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 Renato Zangheri 

 (il Catasto)... è stato molto spesso segno di contraddizione, terreno dello scontro politico e di classe”  

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