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Umbertide nel Novecento

(a cura di Simona Bellucci)

Umbertide si  apre il nuovo secolo con un’ economia e una società non particolarmente dinamica, ma nemmeno così statica come potrebbe sembrare a prima vista. Infatti, ci sono dei cambiamenti nel settore agricolo, quello largamente prevalente, grazie all’introduzione del tabacco, delle piante foraggere e della meccanizzazione. Tuttavia, il sistema agricolo rimane nell’alveo del contratto mezzadrile, contratto visto come quello pacificatore per eccellenza. Per il resto, le fornaci sono l’attività economica principale non legata all’agricoltura.

Piazza Matteotti 1905

In politica, prevale la vecchia classe dirigente liberale, ma da 1909 il democratico-repubblicano Francesco Andreani vince le elezioni e resta al potere fino al 1919. Nel frattempo, nel 1915  è scoppiato il primo conflitto mondiale,   al quale  Umbertide paga un prezzo di vite molto elevato, con ben 268 morti al fronte.

Monumento ai caduti: 1926

L’immediato dopoguerra si presenta come un periodo pieno di tensioni a causa della crisi economica e conseguenti conflitti sociali. Riprendono le lotte contadine, per il miglioramento del contratto di mezzadria che avevano già caratterizzato l’Alta Valle del Tevere all’inizio del Novecento e, fra le novità politiche, si registra la vittoria alle elezioni comunali  dei socialisti nel 1920, come già era successo a quelle politiche l’anno precedente. Tuttavia, nel 1921 l’amministrazione socialista, travolta da uno scandalo finanziario, si dimette. Nel frattempo,  anche ad Umbertide lo squadrismo fascista imperversa, a  partire proprio da questo periodo, colpendo diversi uomini politici di sinistra, alcuni dei quali si rifugiano in Francia, primo fra tutti il socialista Giuseppe Guardabassi.

Dopo l’ affermazione del fascismo, il Comune è gestito da  un podestà tutto sommato moderato come Gualtiero Guardabassi, per tutto il ventennio. Si dimise nel 1943 e fu sostituito dal commissario prefettizio Luigi Ramaccioni.  In questo  lasso di tempo, intervengono dei cambiamenti considerevoli nella vita economica cittadina, con due nuove realtà produttive nate nel 1926 e nel 1927, ovvero lo stabilimento dei tabacchi e delle ceramiche, che assumono soprattutto manodopera femminile. Per il resto, come si sa, l’ opposizione è ridotta ai margini.

Nuovo edificio scolastico primi del Novecento

La seconda guerra mondiale colpì Umbertide profondamente, con  93 morti sui fronti di guerra  e le 70 vittime del bombardamento aereo che distrusse Borgo S. Giovanni, oltre alle vittime per le rappresaglie ed altre a vario titolo. Si ricordano, soprattutto,   le stragi di Serra Partucci e Penetola, dove furono trucidati rispettivamente 5 e 12 civili.

La comunità umbertidese reagì all’occupazione nazi-fascista partecipando alla Resistenza con varie formazioni partigiane, di cui il più importante è la Brigata S.Faustino e i Gruppi di combattimento Cremona e Legnano, dove perirono due umbertidesi Quirino Pucci e  Giuseppe Rosati nel primo e  Giuseppe Starnini nel secondo. 

Approfondisci attraverso la memoria questo periodo con "Aristide ed il ventennio", "Lamberto e la Resistenza", "Le voci della memoria" ed il bombardamento del 25 aprile 1944.

Il bombardamento colpirà la casa del parroco a fianco della "Collegiata" che non sarà ricostruita.

Il passaggio alla vita democratica registrò un’alta adesione alla repubblica nel referendum del 1946  e la vittoria delle sinistre comunista e socialista, che governarono  a livello amministrativo fino al 2018, quando per la prima volta il Comune è stato conquistato dal centro-destra. Il primo sindaco di Umbertide fu Astorre Bellarosa e, a seguire, negli anni cinquanta Serafino Faloci, Umberto Cavalaglio  negli anni sessanta, Celestino Sonaglia negli  anni settanta. A seguire hanno ricoperto la carica fino al 2013 Maurizio Rosi, Gianfranco Becchetti  e Giampiero Giulietti.

Intanto, nel dopoguerra l’economia cambiava rapidamente con la crisi della mezzadria e conseguente fuga dei contadini dalle campagne. Ciò determina correnti migratorie molto consistenti verso altre regioni. Soltanto negli anni sessanta la nascita dell’industria tessile e meccanica costituì un freno all’emigrazione. Intanto cresceva rapidamente il centro urbano e, Umbertide, diventando una realtà più complessa registrava anche una rapida crescita dell’associazionismo: AVIS, Teatro dei Riuniti, Basket Club Fratta ed altri.

Dagli anni ottanta l’industria tessile attraversa una crisi che porta negli anni successivi alla prevalenza dell’industria meccanica e metalmeccanica. Il periodo 1960-1990  è attraversato da un dinamico movimento sindacale che dà vita a numerose rivendicazioni, soprattutto in concomitanza con le crisi aziendali. Il tutto, però, in un contesto in cui il partito comunista rimane saldamente al potere, detenendo la maggioranza assoluta nel governo locale, in cui c’è quasi sempre un governo di coalizione con i socialisti. Dagli anni novanta,  durante la seconda repubblica, il quadro politico cambia di nuovo, il Partito Comunista che si è trasformato in Partito Democratico della Sinistra e poi dal 1998 in Democratici di Sinistra, insieme ai suoi alleati  continua a vincere le elezioni  e mantenere l’egemonia sul comune. 

Umbertide 2005 da Monteacuto

Fonti:

 

 - Simona Bellucci: Umbertide nel XX secolo 1943-2000, Nuova Prhomos, 2018.

- Foto: Francesco Deplanu 

- Foto: foto storiche di Umbertide dal web e da diversi archivi privati  alle quali abbiamo applicato il watermark "umbertidestoria" in questa maniera cerchiamo di evitare che l'ulteriore divulgazione da parte nostra favorisca scopi non consoni ai nostri intenti esclusivamente sociali e culturali.

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