RELAZIONE

DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SOCIALCOMUNISTA

SULL’ATTIVITA’ SVOLTA DAL 1946 AL 1952

 

a cura di Fabio Mariotti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentiamo il dovere di rendere conto alla popolazione dell'attività svolta nel nostro Comune nel periodo che va dalle elezioni del 1946 ad oggi. Non vogliamo dare un giudizio sulla nostra opera, poiché non spetta a noi giudicare; sentiamo però di avere il diritto di affermare che ci siamo sforzati di fare tutto ciò che era in nostro potere per venire incontro alle esigenze dei cittadini e per assolvere con onestà il mandato che essi ci hanno affidato.

 

OPERE PUBBLICHE

Per poter giudicare serenamente l'opera nostra è necessario anzitutto richiamare alla memoria le disastrose condizioni in cui abbiamo trovato il nostro paese a causa della guerra: il capoluogo, in special modo, era ridotto ad un cumulo di macerie, ad esso perciò è stata dedicata un'attenzione maggiore che alle frazioni.

Il transitorio periodo di amministrazione comunale, svoltosi sotto l'egida del Governo Militare Alleato e da questi controllato con i Sindaci dell'allora Comitato di Liberazione, consentì di iniziare appena l'opera di riordinamento degli uffici amministrativi.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cittadinanza soffriva duramente per i disagi causati dalla guerra. La quasi totalità delle famiglie era priva dell'indispensabile: casa, alimentazione, medicinali, luce, acqua, masserizie, ecc. Tutto era stato distrutto dai bombardamenti o asportato dai tedeschi in ritirata.

La città era ingombra di macerie; la viabilità era difficile per le numerose opere stradali distrutte (ben 27 ponti erano stati distrutti nel nostro Comune). L'insufficienza degli alloggi aggravava notevolmente la tragica situazione del momento : metà delle case di Umbertide era distrutta o seriamente danneggiata. Fu imperioso dovere dell'Amministrazione comunale affrontare tutti questi problemi; e fedeli al nostro programma generale, enunciato durante la campagna elettorale, li avviammo con sollecitudine alla soluzione. Fu data la precedenza al problema igienico-sanitario ed assistenziale, facendo rimuovere tutte le macerie ; la qual cosa, oltre ad allontanare la triste visione delle rovine, scongiurava il pericolo di diffusione di malattie infettive ; furono distribuite razioni supplementari di pane, carne, vino, legna da ardere. Si provvide alla sollecita riattivazione degli acquedotti sia al centro che nelle frazioni. Le scuole, nonostante i danni subiti, furono riparate e restituite alla loro importante funzione.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Del nostro Ospedale non erano rimasti che i muri perimetrali; in breve fu rimesso in efficienza e si poté così venire incontro a chi aveva bisogno di cure ospedaliere. Oggi il nostro Ospedale conta di una attrezzatura modernissima, ed avrebbe perfezionato ancora i suoi impianti se la Prefettura, senza alcun motivo, non avesse inviato un Commissario a gestire l'Ente. Il rapido risanamento dell'Ospedale è dovuto all'attività intelligente del suo Presidente compagno Rometti Aspromonte e del Consiglio tutto di Amministrazione che tanta assiduità e passione dedicarono a questa opera umanitaria, sempre sorretti nel loro lavoro dall'Amministrazione comunale e dalla stima dell'intera popolazione.

La guerra aveva completamente distrutto la ferrovia Umbertide-Terni e la ferrovia Fossato-Arezzo. In seguito alle nostre premure si poté giungere alla riattivazione del tratto Terni-Umbertide e alla ricostruzione del suo deposito-officina in Umbertide. Questa opera poté realizzarsi mercè l'ausilio del Ministro dei Trasporti On. Ferrari del P. C. I. e dei Deputati Comunisti e Socialisti della circoscrizione, che convennero in Umbertide dietro nostro invito, per dare disposizioni ai Dirigenti della Mediterranea.

Il grave problema della mano d'opera è stato affrontato superando molte volte tutte le nostre possibilità di bilancio, però la piaga della disoccupazione persiste e non si risolve certamente con interventi locali. Questo problema troverà la sua integrale soluzione solo quando sarà possibile l'avvento al potere di un governo veramente democratico che dedichi le sue ricchezze nazionali ad opere di pace e che traduca in atto ciò che è sancito nella carta costituzionale.

La mano d'opera occupata dal Comune è stata sempre rilevante ed ha inciso fortemente nel bilancio.

La grave penuria degli alloggi che esisteva prima della guerra, aggravata dalla distruzione, pose urgente il problema della ricostruzione edilizia ed a questa l'Amministrazione indirizzò ogni energia.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sessanta quartieri di abitazione sono già costruiti ed occupati (case popolari e case per i sinistrati) e dieci quartieri sono stati realizzati da parte dell'Ina-Casa ; a Preggio vengono ora costruite case popolari per L.10.000.000. Con tutto ciò siamo ancora lontano per poter dire che tutti i cittadini siano in possesso di una modesta abitazione. Ancora decine di famiglie vivono in soffitte, legnaie, e in locali che offendono la dignità umana. Causa principale di ciò è stato il provvedimento ministeriale che ha soppresso il Commissario Prefettizio degli alloggi; soppressione che ha portato a questa sperequazione: i proprietari di stabili occupano in quattro o cinque persone quindici ambienti, mentre famiglie numerose vivono in tuguri malsani e malsicuri (questa certo non è carità cristiana!)

Le strade del centro di Umbertide sono state riattivate e asfaltate. I danni della guerra e l'incuria delle passate amministrazioni avevano ridotto il settecentesco Palazzo del Comune in cattive condizioni. Questa Amministrazione ha provveduto alla riparazione di tutti i locali ed al primo piano ha curato in particolar modo il restauro delle volte affrescate, con un totale di spesa di L. 1.520 000.

L'opera dovrà essere continuata, trattandosi di un edificio che per il suo stile merita di essere conservato e restituito alla primitiva bellezza. Sono già stati appaltati i lavori di restauro della facciata per L. 1.500.000.

I viali sono stati arricchiti con centinaia di piante ornamentali; è stato pure sistemato un piccolo giardino nel largo Antonio Gramsci, come pure un altro in un angolo di Piazza Mazzini. E’ stato costruito un piccolo parco tra le case popolari e quelle dei sinistrati; un altro parco è stato realizzato nel Largo Vittorio Veneto. E' stato ricostruito e ampliato il palazzo delle Poste, che quanto prima restituirà al pubblico un modernissimo ufficio postale. Nello spazio retrostante al palazzo delle Poste è stata impedita la ricostruzione di vecchie casupole, dando aria e sole a fabbricati che ne erano privi e creando la vasta Piazza 25 Aprile. Oltre alla pavimentazione di via Petrogalli, sono stati già appaltati i lavori per la pavimentazione con mattonelle di asfalto dei marciapiedi di Via Garibaldi per L. 3.000.000.

 

Nelle strade del nostro territorio sono stati

ricostruiti ben 26 ponti. In Ascagnano è stata

ricostruita la passerella sul Tevere e si è

proceduto in pari tempo alla sistemazione della

strada che conduce a Palazzetto Nese.

E' stato pure costruito un tratto di strada da Serra

Partucci a Campaola. Ogni cura possibile è stata

dedicata ai problemi della scuola, elemento

indispensabile per la creazione di un migliore

domani. Sono stati restaurati tutti gli edifici

scolastici di proprietà comunale, è stato

rinnovato in parte il materiale didattico e di

arredamento; ora sono in costruzione 250 nuovi

banchi e 20 cattedre per un importo di

L. 2.000.000. Non potendo affrontare con mezzi

finanziari del Comune il grave problema

dell'edilizia scolastica, abbiamo chiesto

insistentemente l'intervento dello Stato.

Tre progetti per costruire edifici scolastici

a Civitella, a Niccone e a Montecastelli sono al

Ministero dei Lavori Pubblici per un totale di spesa di L. 28.000.000. Sono completi in ogni

loro parte e approvati in linea tecnica e amministrativa; da oltre due anni sono però accatastati e dimenticati, perché purtroppo in questo momento il Regime democristiano ha da accontentare altre clientele e non può quindi soddisfare i bisogni dei Comuni retti da Amministrazioni popolari.

E' al Ministero del Lavoro da vari anni un progetto per un cantiere scuola per la costruzione della strada Pian di Nese-Racchiusole; nonostante le nostre pressioni al Ministero ed alla Prefettura, il finanziamento non è stato ancora concesso. La popolazione del luogo insistentemente lo reclama essendo una zona priva di qualsiasi traccia di strada; nella stagione invernale è davvero un problema spostarsi dalle case sparse in quella zona.

Vi sono ancora frazioni prive di luce. Il Comune ha ampliato e realizzato impianti a Cioccolanti e a Montecastelli; un impianto nuovo è stato realizzato nelle frazioni di Buzzacchero e Pian d'Assino, per un importo di L. 1.800.000; è stata migliorata l'illuminazione nel capoluogo e nelle frazioni per una spesa di L. 1.000.000. E' allo studio la possibilità di dare luce elettrica alle zone di San Benedetto, Petrella, Ospedalicchio, Mita e Banchetti.

Sono state fatte sostanziali riparazioni ai Cimiteri di Racchiusole, Santa Giuliana, Polgeto, San Bartolomeo, Migianella, San Paolo, Comunaglia, Verna, Leoncini, con una spesa complessiva di L. 4.500.000.

Sono stati installati nel centro e nelle frazioni moderni orinatoi pubblici. Nuove fognature sono state costruite al Capoluogo, a Preggio ed a Niccone.

E’ stato completamente trasformato, secondo le esigenze dell'igiene, il locale della bassa macelleria; ora sono in corso i lavori di restauro del mattatoio comunale; per questi due lavori occorre una spesa di L. 1.000.000.

Tenuto conto delle gravi condizioni in cui si trovano molte case coloniche specialmente nell'alta collina, è stata costituita una Commissione comunale per l'applicazione della legge sanitaria, art. 223 del 27 luglio 1934, che costringe i proprietari a provvedere alle necessarie riparazioni: sono state visitate n. 69 case coloniche; le pratiche relative sono in corso, con il risultato che alcuni proprietari già hanno dovuto effettuare i lavori richiesti.

Il problema che desta maggior preoccupazione è quello degli acquedotti anche perché la nostra zona è molto povera di acqua di seconda falda per alimentarli. Per migliorare gli impianti esistenti a Cioccolanti, Preggio, Montecastelli ed al Capoluogo si sono spese L. 2.600.000, ma il più resta ancora da fare, specialmente al Capoluogo. Per questo, dopo avere svolto tutte le necessarie pratiche tecniche e burocratiche, si è giunti l'anno scorso a fare opera di sondaggio per la ricerca delle acque nel sottosuolo; l'esito è stato negativo per l'insufficienza dei mezzi a disposizione (vi sono state impiegate L. 1.000.000). A parere nostro è necessario insistere nelle trivellazioni, e questo è anche il suggerimento dei tecnici in materia idraulica, sperando di giungere a trovare acqua sufficiente per il fabbisogno della popolazione, per poi arrivare al finanziamento dell'opera. Comunque presentemente per sopperire a questa deficienza sono stati costruiti pozzi e cisterne, lavori sussidiari che hanno diminuito nei mesi di punta la grave carenza di acqua che da oltre 30 anni preoccupa la cittadinanza. Congiunto al problema dell'acquedotto è il sistema di fognature; quelle già esistenti sono state costruite con criteri antiquati ed antigienici; nel periodo estivo esse costituiscono un grave pericolo per la salute pubblica. I1 problema è urgente e va affrontato con un adeguato piano finanziario. Da affrontare rimane pure la realizzazione di un ben attrezzato campo sportivo e di un teatro capace di soddisfare le aumentate esigenze della popolazione.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSISTENZA

Nei limiti massimi consentiti dal bilancio non è stata mai trascurata l'assistenza, soprattutto per quanto concerne i ricoveri in Ospedale a favore dei cittadini bisognosi, la distribuzione di medicinali, la refezione scolastica, le colonie marine e montane. Ma quanto può fare il Comune nella società attuale è ben poca cosa di fronte al vero problema dell'assistenza ed al bisogno grande dei più. Allo Stato compete il dovere di provvedere alla soluzione integrale del problema, ma un governo borghese non sarà mai capace di stanziare miliardi per opere di assistenza. Il Comune ha speso per l'assistenza ai poveri nel solo esercizio 1951 L. 11 milioni.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROBLEMA FINANZIARIO

L'attuale sistema fiscale regolamentato ancora dalla legge sulla finanza locale del 1931 è ormai superato dai tempi, non permette ai Comuni nessuna autonomia in materia e non è idoneo ad assicurare i mezzi indispensabili per il finanziamento dei servizi di istituto; di più esso ripartisce in maniera ingiusta il peso fiscale. Le esigenze dei tempi, rese più acute dalla arretratezza trovata in tutti i più elementari servizi collettivi, rendono perciò estremamente difficile alle Amministrazioni comunali svolgere i loro compiti.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Queste difficoltà si notano in maggior misura nelle amministrazioni rette da social comunisti perché esse, nei limiti del possibile, cercano di sollevare dal gravame fiscale i lavoratori, riducono tuttavia le entrate di bilancio, in quanto con il sistema in vigore, difficilmente è loro possibile trovare una contropartita adeguata aumentando come converrebbe i tributi alla classe padronale, la quale ricorrendo alla G.P.A. sfugge al suo dovere verso la collettività. Questo stato di fatto ha costretto anche la nostra Amministrazione a dover applicare dei tributi, sia pure nella misura più limitata, anche alla classe lavoratrice, mentre il suo intendimento era sostanzialmente opposto. D'altra parte per assicurare un minimo di funzionamento amministrativo e per risolvere anche parzialmente i gravi problemi scaturiti della guerra e sopra descritti, l'Amministrazione comunale allo stato attuale delle cose non può disporre di altre risorse. Quasi nulli sono ridotti i finanziamenti dello Stato, tutto impegnato nel riarmo.

Ai dipendenti comunali abbiamo sempre accordato tutti gli aumenti di assegni nella misura massima consentita dalla legge. E' stato ampliato 1'organico del personale di ruolo.

 

AMMINISTRAZIONE E VITA POLITICA

Questa Amministrazione non ha mancato di dare, nei limiti del giusto, il proprio appoggio alle iniziative prese dalle varie organizzazioni cittadine in difesa della pace e dei diritti dei lavoratori. Ciò però non è stato di gradimento alle superiori Autorità, ispirate da una mentalità antisociale ed intollerante, ed il Sindaco ne ha subite le conseguenze: egli è stato più volte sospeso dalla carica e denunciato alla Autorità Giudiziaria per avere autorizzato l'affissione di manifesti nei quali si criticava l'operato del Governo, per aver parlato in un pubblico comizio in favore della pace contro la minaccia di guerra derivante dalla nota adesione del nostro Governo al Patto Atlantico. Qualcuno potrebbe obiettare che giusti furono quei provvedimenti, poiché il Sindaco deve interessarsi esclusivamente dei problemi di amministrazione; ma ingenua appare simile obiezione se si considera che i problemi amministrativi sono sempre strettamente legati ai problemi politici, che gli abitanti di una città non sono astratte entità numeriche, ma uomini animati da esigenze e da bisogni, mossi da speranze e da ideali. Strettamente legati sono i problemi dell'Amministrazione comunale alle lotte che in tutto il paese i suoi cittadini conducono per la loro emancipazione. Non potevamo noi rimanere insensibili di fronte agli avvenimenti che si verificavano in Italia e nel mondo; noi sapevamo che lottando contro la guerra, nello stesso momento combattevamo perché i milioni stanziati per le armi fossero di nuovo riconvertiti in spese civili, per le nostre case, per il nostro acquedotto, per il nostro Ospedale, per le nostre Scuole, per le nostre strade. Quando lottammo per la pace sentimmo il dovere di farlo; in ricordo dei morti dei tristi bombardamenti del 1944, preoccupati per l'avvenire dell'intera cittadinanza.

 

LA MINORANZA CONSILIARE

Alla nostra opera di amministratori è mancato il contributo della minoranza democristiana, che ha disertato quasi tutte le sedute del Consiglio. Essa, pur restando all'opposizione, avrebbe potuto giovare al paese se si fosse limitata ad una critica serena e ci avesse almeno affiancati nel chiedere l'intervento dei suoi amici di Governo per finanziare le opere pubbliche di maggior interesse. Quando, dopo la liberazione, anche i rappresentanti nostri sedevano al Governo, Umbertide poté realizzare celermente opere pubbliche per parecchie centinaia di milioni (2 ponti, ferrovia, deposito-officina, case popolari, ecc.). Da quando i Partiti di sinistra sono stati allontanati dal Governo, questi ha dato la priorità alle spese del riarmo ed è divenuto sordo alle richieste delle popolazioni che vogliono vedere risolti almeno i loro problemi più urgenti (la costruzione di edifici scolastici ed i cantieri scuola per la costruzione di strade rurali da anni aspettano il finanziamento presso i Ministeri).

 

Lasciando l'Amministrazione del Comune, per scadenza del mandato ricevuto, esprimiamo la nostra riconoscenza al personale dipendente, agli Enti, Associazioni e privati che ci hanno dato la loro preziosa collaborazione, ringraziamo il popolo lavoratore che ci ha sorretti nella nostra fatica, auguriamo agli Amministratori che verranno eletti, di poter continuare anche con maggior profitto la nostra opera per il bene del nostro paese.

A tal fine facciamo voti perché la futura Amministrazione Comunale possa svolgere la sua opera con l'ausilio di un Governo migliore, il quale anziché inceppare a mezzo degli Organi prefettizi le iniziative del Comune, ne comprenda le necessità e dia il suo appoggio concreto per soddisfarle. Alla laboriosa popolazione del nostro Comune auguriamo, per un sempre migliore domani, pace, libertà. e giustizia sociale.

 

P. L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 

A. BELLAROSA - Sindaco

A. RENZINI - V. Sindaco

C. PALAZZETTI - Assessore

G. RONDONI - “

B. BOLDRINI - “

M. BELARDINELLI - “ Suppl. A. ROSSETTI

Parte del Palazzo delle Poste e via Petrogalli (distrutte dalla guerra)
Casa Borgarelli (veduta da piazza XXV aprile demolita dal bombardamento aereo)
Ricostruzione edilizia - case per i sinistrati (via Andreani)
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