Il Carroarmato

Il Carroarmato (i giochi del passato)

(A cura di Sergio Magrini Alunno)

IL CARRARMATO
Probabilmente tutti i maschi umbertidesi nati dal dopoguerra al 1960 hanno giocato con il “carrarmato” costruito con il rocchetto. Attualmente sostituito dai moderni cucirini, il rocchetto di legno attorno al quale era avvolto il filo da cucire era per noi bambini un oggetto del desiderio. Io controllavo spesso quanto filo fosse ancora rimasto in quello di mia madre e alla nonna cercavo di strappare la promessa che una volta finito il filo l’avrebbe dato a me,sperando di vincere la concorrenza degli altri nipoti.
I laterali venivano trasformati in due ruote dentate che ricordavano un cingolato,un elastico,che allora si ricavava dalle “gomme” dismesse delle biciclette, faceva da motore e un pezzo di cera rotondo serviva per lubrificare la superficie dove doveva ruotare il timone, fatto con una “zeppo” di legno.
Il carrarmato si “caricava” tenendo il rocchetto fra due dita e ruotando il timone fino alla massima torsione dell’elastico. Quando il carrarmato veniva appoggiato a terra l’elastico iniziava a rilasciare la carica e il carrarmato iniziava a muoversi, all’inizio rapidamente, poi rallentando fino a fermarsi per poi,a volte, inaspettatamente ripartire; questo creava un po' di eccitazione specialmente se si stava gareggiando in velocità con il carrarmato di un compagno i giochi. A volte si ponevano piccoli ostacoli davanti a una delle ruote dentate per gioire quando il carrarmato riusciva a superarli.

Il Carroarmato

il carro armato

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il "rocchetto" di partenza

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La trasformazione del rocchetto in ruote dentate del "carroarmato"

Il pezzo di cera rotondo serviva per lubrificare la superficie

Il pezzo di cera rotondo serviva per lubrificare la superficie

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Il timone, fatto con una “zeppo” di legno.