La Scina

L'Ascina o scina

(A cura di Sergio Magrini Alunno)

Se avessero chiesto alle nostre mamme a quale elettrodomestico fare un "monumento" sicuramente avrebbero scelto la lavatrice, per loro è stato "‘n arvisolo".
L’"Ascina" (o "scina") era un recipiente di terracotta a forma tronco conica, praticamente come un grosso vaso per i fiori ma a differenza di questi aveva sempre il foro nella parte bassa, ma sulla parete.
Dopo averla bagnata in acqua calda e successivamente strizzata, la biancheria da lavare, veniva messa nell’ascina a strati sovrapposti, lasciando i capi un pò crespati e non troppo pressati per permettere l’infitlrazione dell’acqua. Acqua che sarebbe stata versata successivamente. Arrivati quasi in "cima" si coprivano con un vecchio panno di canapa e sopra questo veniva deposto uno strato di quasi 10 centimetri di cenere del camino, che era stata preventivamente setacciata.
Si iniziava poi a versare l’acqua sopra la cenere, man mano sempre più calda, proseguendo poi con quella bollente.
Si procedeva così per quasi mezza giornata, finché il "ranno" che usciva dal foro non cominciava ad avere colore e concentrazione che veniva considerato sufficiente. 
Il "ranno" veniva messo in un mastello di legno e veniva utilizzato per lavare i panni colorati.
Biancheria e panni colorati il giorno successivo venivano risciacquati al lavatoio, al ruscello o al Tevere.

La Scina

La "scina", antica lavatrice

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Particolare lavandaie al Tevere

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Lavandaie sul Tevere

Ascina lungo la strada per Migianella di Umbertide, riutilizzata come fioriera.

Ascina lungo la strada per Migianella di Umbertide, riutilizzata come fioriera.

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