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Fig. 1: Carta generale del territorio comunale di Umbertide con distinzione delle tipologie insediative (elaborazione creata sul modello realizzato dall’Associazione Pro Loco di Umbertide). I toponimi ivi riportati si riferiscono a quelli degli insediamenti trattati nella ricerca. 

Marzo

Umbertide, già sconvolta dalla guerra civile, sta per trovarsi nel cratere del fronte del fuoco che avanza...

Umbertide, già sconvolta dalla guerra civile, sta per trovarsi nel cratere del fronte del fuoco che avanza.

   Tuttavia la paura si alterna alla speranza: l’istinto di sopravvivenza riesce a rimuovere la disperazione. La gente cerca di adattarsi alla nuova realtà.


1° marzo.


   Grande sciopero industriale nell’ Europa occupata dai tedeschi. Circa mezzo milione di lavoratori delle fabbriche delle regioni italiane, ancora occupate dai tedeschi, scendono in sciopero per una settimana. Con la fermata della grande industria nel triangolo industriale - Genova, Milano e Torino - si blocca la produzione per la Germania.    La repressione nazifascista è molto dura: nel solo primo giorno 215 lavoratori vengono catturati e di questi 211 sono deportati nei lager nazisti. In tutto più di 3000 operai verranno deportati a Mauthausen.


9 marzo


    Case per gli sfollati.

   Il segretario locale del PNF ha chiesto ai proprietari di case disabitate di chiudere le masserizie in un unico locale e di mettere a disposizione tutti gli altri per gli sfollati che stanno cercando rifugio sicuro nel nostro territorio.


11 marzo


Nei fronti di guerra si muore da entrambe le parti.

   Il Prefetto ha pregato le autorità locali “di comunicare con le dovute cautele at famiglia… che vice-commissario di Pubblica sicurezza, Trotta Gustavo, è caduto ieri seguito conflitto con forze ribelli”.

   È la conferma più tangibile che il paese è precipitato nella guerra civile.

   Tuttavia il terrore si alterna alla fiducia: l’istinto di sopravvivenza riesce a rimuovere la disperazione.


15 marzo


Montecassino sotto le bombe.

   A Cassino 435 aerei hanno sganciato 2214 bombe da 1000 libbre sulla città e sulle pendici di Montecassino.




Immagine n: Abazia di Monte Cassino dopo il bombardamento. MU Central University Libraries, No restrictions, via Wikimedia Commons


17 marzo


Esecuzione di un partigiano.

  Al poligono di tiro Mario Grecchi, della “Brigata Leoni”, è stato spietatamente finito dai repubblichini.

  Ferito e catturato durante uno scontro a Deruta, il 6 marzo, era stato tenuto in vita nell’ospedale militare tedesco di Città di Castello presso il convitto dell’Agraria, accudito dalle Dame della Croce Rossa. Quando le trasfusioni di sangue gli avevano fatto recuperare le forze per stare in piedi davanti al plotone d’esecuzione, era stato portato nel carcere di Perugia, nella cella vicina a quella dove era rinchiuso Lamberto (Beatini) un nostro compaesano.

  Il sacrificio di Mario cade nel dimenticatoio, nel freddo dell’inconsapevolezza e della paura.


18 marzo


Eruzione del Vesuvio.

   Ad aggravare una situazione già di per sé pesante, causata dalle violenze e dalla distruzione della guerra, c’è anche il risveglio improvviso del Vesuvio che semina panico nei diversi centri limitrofi.

   La pioggia di cenere e lapilli causa 47 morti e 12.000 sfollati.

   Napoli viene risparmiata per una favorevole direzione dei venti.

Una potente esplosione a Spoleto!

   Un vero cataclisma ha sconvolto Spoleto: sono scoppiati alcuni vagoni carichi di potenti esplosivi.

   Lo spostamento d’aria ha scardinato finestre, porte, saracinesche, vetri di tutte le case della città e delle frazioni più vicine; distrutti una sessantina di fabbricati ed altri danneggiati gravemente.

   Sette persone sono morte e circa 150 ferite, delle quali la metà militari germanici e italiani.


23 marzo


Attentato a Roma

   A Roma un attentato in via Rasella, ad opera di partigiani, provoca la morte di 33 soldati tedeschi in marcia e di due civili italiani. Per rappresaglia i tedeschi uccidono alle Fosse Ardeatine 335 prigionieri completamente estranei, tra cui 10 civili rastrellati nelle vicinanze di via Rasella, immediatamente dopo i fatti.


26 marzo


Partigiani fucilati a San Leo.

   Il sangue è cominciato a scorrere anche nella nostra vallata, a quattro passi da noi: a San Leo, vicino alla Villa Santinelli, un plotone di fascisti ha fucilato nove partigiani.

Un reparto di partigiani toscani provenienti da Sansepolcro è penetrato nella villa Santinelli di S. Pietro a Monte, lungo la strada per Cortona. Bisognosi di riposo dopo un lungo cammino attraverso le colline, hanno fatto uscire le donne e i bambini ed incautamente hanno protratto la sosta, nonostante che gli stessi proprietari avessero insistito più volte sul rischio dell'arrivo della Milizia, certamente informata da qualche vicino. Infatti la notte successiva la villa è stata circondata da un reparto di militi e c’è stata una prima sparatoria. Al mattino il capo della provincia in persona, Armando Rocchi, ha guidato i rinforzi fascisti, equipaggiati con mortai, ai quali si sono aggiunte a dar man forte alcune autoblindo tedesche. Il reparto partigiano ha dovuto arrendersi agli assedianti dopo un aspro combattimento; cinque di essi sono riusciti miracolosamente a fuggire e due a nascondersi in cantina senza essere scovati.    Dopo il sommario interrogatorio degli undici partigiani catturati, Rocchi ne ha condannati a morte nove, quasi tutti giovanissimi. La fucilazione è stata eseguita sul posto, mentre le vittime cantavano "Bandiera Rossa".

***

   Situazione economica delle Ceramiche Rometti.

   L’ingegnere Domenico Pucci, Amministratore Unico della Società Anonima Rometti di Umbertide, nella relazione annuale ha segnalato che l’attività è ridotta al minimo per difficoltà di approvvigionamenti e delle spedizioni all’estero.

“”Cari soci

La situazione critica dell’anno precedente si è accentuata nel decorso del 1943 ed aggravata dal fatto che il contingente assegnato per la spedizione dei nostri prodotti all’estero ha potuto essere eseguito solo in minima parte per i rischi di guerra aumentati per il transito delle frontiere.

La produzione ha proseguito limitatissima sostenendo verso la fine dell’anno turni di lavoro che hanno permesso l’occupazione di una parte soltanto delle maestranze con grande nostro rincrescimento date le finalità della nostra società.

   Anche il rifornimento delle materie prime, sempre più difficile e anzi nel secondo semestre quasi nullo, mette in serio pericolo la vitalità dell’azienda.

   Unico fattore favorevole che ci ha permesso di non chiudere il bilancio in sicura perdita, è stato lo sblocco della ceramica avvenuto in settembre, che ci ha consentito di realizzare parte delle spese sostenute.

Abbiamo tuttavia tenuto fede agli impegni di mantenere alle nostre maestranze il lavoro, se non del tutto costante, abbastanza soddisfacente.

    L’Amministratore Unico, firmato ing. D. Pucci “



Immagine n. : Le maestranze dela ceramica Rometti


   Nell’annebbiamento dei valori umani in periodo di guerra, risalta la preoccupazione per la stabilità del posto di lavoro per gli operai piuttosto che per il risultato economico.


27 marzo


La “svolta di Salerno “.

   A Salerno, nell’Italia liberata dagli alleati, ritornano sulla scena i partiti: quello comunista, socialista repubblicano e liberale; i cattolici si presentano con una nuova formazione, la Democrazia Cristiana; sorgono due nuovi raggruppamenti: il Partito di Azione e il Partito Democratico del Lavoro, fondato da Ivanoe Bonomi.

   Tali forze, unite nella lotta contro il fascismo e l’occupazione nazista, sono divise sul futuro del paese. I moderati liberali, monarchici e in parte i cattolici sono per un ritorno allo stato liberale prefascista; gli azionisti, i comunisti e i socialisti vogliono uno Stato nuovo che garantisca i diritti di libertà e uguaglianza e di giustizia sociale; i democratici cristiani rifiutano la lotta di classe e propongono un modello di società basato sulla solidarietà e sulla collaborazione tra le parti sociali.

   Queste divisioni sono accentuate sulla forma da dare al nuovo Stato: salvare la Monarchia o puntare sulla Repubblica. Le tensioni si sciolgono con l’arrivo a Salerno di Togliatti, che propone di sospendere la decisione sul futuro dello Stato per unire le forze contro il nemico. A fine guerra i cittadini saranno chiamati con un referendum direttamente a decidere sul mantenimento o meno della Monarchia.


28 marzo


Si combatte ancora a Montecassino.

   Dopo lo sbarco di Salerno a settembre 1943 e di Anzio a gennaio 1944, la 5ª Armata statunitense del generale Clark, ha assaltato la linea Gustav, difesa dalle esperte truppe tedesche della 10ª Armata. Il perno difensivo tedesco è rappresentato dall'abbazia di Montecassino, che sovrasta la valle del Liri e permette ai difensori di controllare i movimenti delle truppe nemiche. La valle è considerata l'unica via d'accesso agevole per le colonne di uomini e mezzi alleati in avanzata verso Roma ed è diventata, quindi, fulcro della difesa tedesca.

   La battaglia si è trasformata in un'accanita guerra di posizione.


La strategia degli Alleati

   È diventato fondamentale per gli Alleati ostacolare i rifornimenti tedeschi, con la distruzione di ponti, strade e ferrovie a nord del fronte.

Di conseguenza, da qualche tempo i piloti dei caccia sudafricani hanno preso confidenza con la valle del Tevere.


   ***

A circa un’ora di volo dalla nostra vallata, intorno al 42° parallelo, è in funzione una base alleata a Cutella: una striscia di grelle [pannelli d'acciaio perforati e componibili] per campo d’atterraggio, con le strutture essenziali di supporto, sulla riva dell’Adriatico, nei pressi di Montenero di Bisaccia.


29 marzo


Tosti Guerriero, 33° Cp. Genio, è morto in Grecia.

Preso prigioniero dai tedeschi presso l’isola di Cefalonia. Forse è stato fucilato.

   


Immagine n. : Tosti Guerriero

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Militari umbertidesi morti nel mese di marzo: 1.                  

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