storia e memoria
Pipperi
Tutti lo conoscevano per la sua bontà, semplicità e simpatia, un tipo singolare e divertente. Purtroppo un pomeriggio di diversi anni fa, mentre andava al lavoro con il suo motorino si scontrò con un camion e quando iniziò a circolare questa brutta notizia, un sentimento di tristezza e di sconforto si diffuse per le vie della "Fratta".
Un personaggio scolasticamente non molto istruito, come del resto molti di allora, ma non gli mancava quella sana educazione che manifestava con innocenza e grazia. Vivevamo in via Roma, io giù al vicolo e Pipperi, dirimpetto a tre o quattro portoni più avanti della "barberia" che `nà volta era di "Natalino". Per la via lo si notava da lontano, con la sua caratteristica camminata con passi brevi ma sicuri, e con il busto che girava insieme il capo per salutare chiunque incontrasse. Mano a mano che si avvicinava, si scorrevano i suoi occhi vispi che infondevano gioia di vivere, il suo smagliante sorriso che trasmetteva allegria e il consueto saluto, accompagnato da un cenno della mano. Quando incontrava una donna le si rivolgeva sempre dicendo: "Signora". Questa parola che gli usciva "a bocca piena" carica di un sentimento di passione, di affetto, di gioia e rispetto sinceri. La sua parlata era accompagnata da una leggera balbuzie, e da un intercalare di eh... eh... Chi lo incontrava sentiva: "Eh ...eh... buon giorno ...eh...eh...Signora .... eh...bella".
Tutte le mattine la gente della via, si fermava a prendere la colazione presso il negozio della "Ida de Conti". Era stracolmo e puntuale arrivava Pipperi, che aprendo la porta diceva: "Eh ...eh...Signora... Idaaa... eh... metteteme via... eh...quella pasta ...eh che piace ...eh... eh...tanto alla mia eh... Signoraaa...Eh... grazie ...eh...eh...tanto..eh...Signoraaa Idaa". Manifestava sempre la sua dolce e naturale educazione e gentilezza.

Amante viscerale del Tevere in particolare dei suoi abitanti; tanta era la confidenza, che a volte ci parlava! Era un grande e appassionato pescatore e, quando noi bambini lo vedevamo incamminarsi per via Roma tutto equipaggiato verso il fiume con quelle meravigliose canne con i mulinelli luccicanti, rimanevamo estasiati. Il suo posto preferito per la pesca, era sotto il ponte e numerosi erano gli spettatori che lo guardavano e facevano il tifo quando abboccava un grosso pesce o una bella anguilla. Un giorno però, i galleggianti non si muovevano e non suonavano, neanche i campanelli sistemati sui cimini delle canne per la pesca da fondo. Il pesce non beccava! Si vedeva Pipperi che si muoveva agitato, spostandosi da una canna all'altra. Ritirava la lenza, cambiava le esche, e rilanciava. Nessun movimento e nessun suono! Innervosito fa su e giù davanti le canne poi, all'improvviso, si blocca. Infila una mano sulla tasca dei pantaloni tira fuori una moneta, la guarda per un attimo e poi si rivolge, sbracciando con il pugno chiuso, verso i pesci, dicendo: "Eh.... eh... i lumbrichi...eh... non ve vanno, Eh ...la pasta che ...eh...vò fattooo, eh...non ve và...Eh...... i bachi... eh ...del pozzolooo...eh...non ve vannoo!" Ritirato il braccio, aprì la mano, fissò ancora per un attimo la moneta e disse:" Eh ...alora.... tò...eh piate...eh...cento lire... eh gite al bar... eh...eh...comprateee...eh...quel che ve pare!" Stupendo e travolgente rapporto con i pesci. Che teatro!
Dal ponte, come una gremita picionara, scesero applausi e risate sbilicate. Nei periodi di piena del Tevere, quindi con l'acqua turbida, si pescava con il "gualandro". Un attrezzo, formato da un lungo bastone con in cima fissati a incrocio due curvi e lunghi tondini di ferro, con legata alle loro estremità una fitta rete. Si faceva affondare la rete, aspettando un po' e poi si tirava su e con grande stupore era bello vedere intrappolati, divincolarsi freschi e luccicanti svariati pesci e anguille. Non possiamo dimenticare che i nostri nonni, famosi "ranochiari", erano anche bravi pescatori, e questo era un notevole sostentamento per le famiglie.
Un pomeriggio, mentre "Pipperí" stava destreggiandosi con il gualandro sopra il ponte, si avvicinò una donna. Una bella donna, ben vestita con i capelli acconciati e truccata sul viso con un evidente rossetto rosso steso sulle labbra. Giunta all'altezza del ponte dove sotto c'era Pipperi, gli si rivolse dicendogli: "Allora Giuseppe che fai non vieni con me, come eravamo d'accordo? È ora! Allora vieni, vieni su che ti aspetto". Pipperi, raggiante e euforico rispose:'Th ...eh...sì... sì ...eh...vengo... eh... scusatime tanto....eh ...Signoraa pu...n' altra gualandrata e poi vengo ...eh...da voi..." Pipperi, aveva tanti amici e uno di questi si trasferì con la famiglia a Milano. Tanto era l'attaccamento che un giorno si sparse la voce, che sarebbe andato in treno a Milano a trovare il suo carissimo amico "Peppe del Tordo". Allora, in paese si conoscevano tutti. Finalmente partì e dopo un lungo viaggio, uscito dalla stazione di Milano si trovò stordito in mezzo a quel traffico e a tutta quella gente. Comunque Pipperi non si perse d'animo e come vide un vigile, che all'epoca stazionavano sopra delle pedane rialzate, gli si avvicinò alzò lo sguardo, dicendogli:"Eh...eh...scusatime...tantoo...eh...signora guardiaa...eh...mica mi potrebbe ...eh...indicare dove stà eh ...eh...il mio amico ...eh...Peppe del tordo?"

Giuseppe si iscrisse all'A.V.I.S., diventando uno dei primi donatori di sangue della Fratta e si racconta che alla sua prima donazione, sempre con la sua educazione e simpatia, rispose alle consuete domande del medico: "Gode di buona salute?" ... Pippeeri: "Eh ...si Signor Dottore" "Mi dica Giuseppe, di che gruppo è?" "Eh, eh... Signor Dottore... eh so' del Gruppo ...eh... pescatori Umbertidesi" rispose Pipperi con soddisfazione e con tutta la felicità del mondo.
Quando era vestito a festa, con la giacca doppio petto, la cravatta e il cappello che alzava al momento del saluto, mettendo in mostra i capelli lucidi bloccati dalla brillantina, i suoi baffi alla Clark Gable, era un incanto.
Giuseppe Maccarelli, il nostro indimenticabile "Pipperi", un vero Galantuomo!
Articolo pubblicato su “Informazione locale” – Dicembre 2025

16/02/26
