La fede in ferro

La fede in ferro del 1935

La fede in ferro in un’unica fusione, di proprietà della Fam. Rometti-Beatini, porta inciso all’interno “Oro alla Patria” 18-11-35-XIV“ (quattordicesimo anno dalla “marcia su Roma” N.d.R.). Non conosciamo, però, chi effettivamente la donò.

L’oggetto tra quelle che venivano ricevute in cambio delle fedi d’oro durante le manifestazioni nazionalistiche che si effettuarono nel 1935, sotto il regime fascista: “Oro al Patria”. Manifestazioni che avvennero durante gli anni che gli storici definiscono del “grande consenso”.

Un mese esatto dopo la data incisa nella fede di ferro, avvenne la cerimonia pubblica denominata “oro per la Patria”. Comincio la Regina Elena, legando con il suo cerimoniale l’idea di sostenere la Patria come si era fatto durante il premio conflitto mondiale. La Regina depose, infatti, due fedi legate da nastro azzurro nei pressi del Milite Ignoto.

In tutte le zone italiane partirono simili manifestazioni.

Ma perché il 18 dicembre 1935? Perché dopo l’invasione dell’Etiopia da parte del Regno d’Italia, il 3 ottobre, vennero decise delle sanzioni economiche dalla società delle Nazioni, l’11 ottobre, che entrarono in vigore proprio il 18 Ottobre 1935.

Nel centro Italia per la zona di Arezzo l’azienda creata da Carlo Zucchi e Leonardo Gori, diventata l’attuale UNOAERRE, fu una delle grandi concessionario dello stato per la produzione di fedi in ferro, realizzate dalla ditta in una fusione unica. Vista la tipologia di fusione e la vicinanza dal produttore così importante si può pensare che la fede in oggetto sia una di quelle prodotte ad Arezzo.

In totale, in tutta Italia, sembra furono raccolte 37 tonnellate d'oro e 115 d'argento.

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