storia e memoria
La Piattaforma
Di Guido Lamponi
Di Guido Lamponi
Il ritrovo, il centro di aggregazione della gioventù umbertidese, dalla fanciullezza all'adolescenza. Fin da bambini si frequentava la piattaforma, si giocava a figurine, si giocava con le palline, oppure si raccoglievano le castagne “dinde” che cadevano da quelle maestose piante che facevano da immensi ombrelloni durante le calde estati. Tuttora ci sono ancora, ancora vivi e rigogliosi, insieme ai profumatissimi tigli. Le castagne “dinde” cadevano numerose a terra ed era un bel gioco colpirle con un bastone a mo' di golf, ma bisognava fare attenzione a non essere colpiti perché, sì, rigogliose, luccicanti, lisce, ma tanto tanto dure...
Appena superato il cancello, si poteva notare alla sua sinistra una meravigliosa fontana costruita con quei sassi favolosi disegnati dal tempo, con in cima l'acqua che zampillante scendeva verso la vasca dove numerosi pesci dal colore rosso e dai mescolati colori vivevano, muovendosi in tranquilla beatitudine, scrutando con le loro “orbite” i ragazzi e le ragazze che si sedevano a cavalcioni intorno alla vasca. Quando veniva gettato in acqua un pezzetto di gelato, non mancava mai da parte loro un “guizzo” e uno “squizzo” di incredibile gratitudine.

Un altro passatempo era raccogliere i tappi a corona della birre e svariate bibite. Era giornalmente una gara continua a chi ne raccoglieva più di tutti, giocavamo col “ticco” a palmo e toccio come si faceva con le palline. Crescendo, la piattaforma, grazie alla sua rotonda per il ballo, ci dava la possibilità di pattinare o per qualcuno di imparare. Erano pattini fatti con il ferro, molto rudimentali e c'era la possibilità di allungarli o accorciarli a seconda del numero del piede. Fatto straordinario era quello che dopo aver sistemato la scarpa, sul davanti c'erano due ganci laterali che grazie a una chiavetta si avvicinavano fissando le scarpe. Poi dietro due fibbie in cuoio allacciavano la caviglia. A volte la punta del piede si staccava dai ganci ed eran noie.... Le ragazze per imparare si aggrappavano impugnando fortemente la recinzione di pali in ferro della rotonda. Poi, timorose, piano piano si spostavano facendo scorrere le mani una avanti all'altra per avanzare, ma succedeva spesso che le mani rimanevano indietro mentre i pattini avanzavano ..il volo era inevitabile e il sedere andava a terra...... Un bel gelato e un bel bicchiere di spuma o gazzosa era il nostro ristoro. Poi, le lunghe e piacevoli ore a giocare a biliardino dove la lotta per partecipare era difficoltosa e intensa. C'erano ragazzi veramente bravi tra cui una coppia talmente affiatata che era difficile battere. Erano dotati di una tecnica particolare e a volte era un vero spettacolo guardarli. Vedevi quegli “omini”, rossi e neri, attaccati ai ferri muoversi con tanta velocità che la pallina sembrava appiccicata ai loro piedi.. Un movimento, veramente tecnico, era il “gancio” uno spostamento laterale rapido della pallina, seguito da un tiro secco che andando in porta lasciava un gran boato.
La pallina scendeva talmente rapidamente giù dalla buca della porta, attraverso un canale davanti al biliardino, dove “affamate” dita con una presa fulminea la rispedivano nel mezzo del campo da gioco, mentre tutti gli “omini”, freneticamente, venivano mossi, pronti per la battaglia.
A volte qualcuno faceva scherzi un po' pesanti. Invitava un ragazzo di “sentire”con la mano quanto fosse liscia la parte del biliardino sopra la porta . Il malcapitato che “ciadava..” riceveva un violento colpo sul dorso della mano da parte di una forte rovesciata del portiere ....... l'urlo di dolore che seguiva era notevole.
Poi qualcuno si ribellò .... e il “brutto” scherzo scomparve...

Con il passare degli anni siamo passati alla birra che si sorseggiava seduti su quelle fantastiche sedie di ferro con la “seduta” a forma di griglia ascoltando dal jukebox quei famosi brani rock degli anni 60-70. Le più gettonate e piacevoli d'ascoltare erano: acquaazzurra...acquachiara...con le mani... posso finalmente … oppure il ragazzo della via Gluk.... questa è la storia........ là dove c'era l'erba.... ora................. azzurro.... il Pomeriggio è .......e allora io prendo il treno dei ......... Allora, le parole delle canzoni, pura poesia, “sprofondavano” nei “sensi” riportando alla luce quelle che sono: “e tu... chiamale... se vuoi ...Emozioniiiii”. La piattaforma era piena di colori perché tutta quella gioventù alla quale appartenevo, con i capelli lunghi, vestiva i famosi blugins “Roy rogers”, i “Levis”, i calzoni a zampa di elefante e quelle sgargianti camicie a fiori dai mille colori.
Mettete dei “fiori nei vostri..... cannoni…” una canzone tanto cantata, ma forse dimenticata.. . La creatività giovanile impose un’idea del mondo “pacifista” e “anticonformista”.
I famosi “Ray ban” che tutti desideravano avere, e occhiali da sole con le lenti, dai diversi colori e dalle svariate forme. Erano i mitici anni 60/70.

Incantevoli le ragazze con le loro minigonne. Una grande rivoluzione : la liberalizzazione delle gambe... Il jukebox “troneggiava” sopra un palchetto in cemento dove salivano ragazze e ragazzi per introdurre le cinquanta o cento lire per scegliere le canzoni e il “juke box” non smetteva mai di cantate .... Da quel palco durante l'estate si esibivano numerosi complessi, ma i più presenti era il complesso di “Pinuccio e i Moritat” con la pregevole tromba di Galliano, suo fratello Stefano alla batteria, Lido di Sansepolcro al sax, Calavanne alla tastiera, il basso di Bugiardini...... e la squillante e tonante voce di Pinuccio. Poi il giovane complesso la “Sweet music band” composta da Bregolisse Franco, detto "Brady" al basso, Ragni Lucio “Pupo” alla chitarra, Mario Bani alla tastiera, Fiorucci Flaminio detto “Biro” alla batteria, Belardinelli Francesco più noto come “Pomo” con una “piena” e particolare voce. Poi si aggiunsero alla “Sweet music band” la sezione fiati con Gustinelli Maurizio al sax, Medici Mario alla tromba, Fanelli Augusto al sax e la squillante e avvenente cantante: Orticagli Luciana. La “swett music band” partecipò a un importante “festival pop” in piattaforma. Un altro “scatenato” complesso furono i “Moov” con Silvano Conti alla batteria, Biti Francesco alla chitarra, Molinari Gianni al basso, Giorgio Bastianoni di Preggio alle tastiere e il cantante Ragni Lucio.
L'apertura della piattaforma, per noi giovani, era un evento tanto atteso e si aspettava con frenesia e tanta nostalgia il “Primo Maggio”, allora una gran festa per tutti. La chiusura l'otto di Settembre, l'altra bella festa Umbertidese dedicata alla Madonna della Regghia.
Il Sabato sera la Piattaforma era stracolma, gremita di gente, di gente che veniva da tutte le parti, e lo spettacolo non mancava mai, con la musica dal “vivo” e con le coppie che ballavano il Rock and Roll. Tra gli umbertidesi spiccava Carlo, il “Brecci”, con la sua ampia e “linda” camicia bianca, con i calzoni scampanati che prendevano le pieghe seguendo i suoi felpati, leggeri e naturali movimenti stimolati dalle strabilianti note del Rock and Roll. Lo spettacolo continuava nel vedere come “trascinava” le ragazze con cui ballava. I capelli e le gonne “svolazzavano” leggeri seguendo quel suo frenetico ritmo . Allora c'era anche il “lento”, il dolce ballo che ti portava ad accostarti e poi piano piano, quando abbracciati, le emozioni ti accompagnavano per tutta la durata della canzone che speravi non finisse mai..... A volte, qualcuno, spegneva le luci, per allertare le mamme che con occhi guardinghi controllavano le loro figlie ...Non mancavano le sfilate e i concorsi di bellezza. A parte le gonne accorciate, che mettevano fine a quelle sottane “svasate”, anche il taglio e l'acconciatura dei capelli dava spazio a una nuova creatività e cambiamento. Capelli corti , cotonati e pettinati all'indietro, voluminosi di vario tipo facevano apparire la donna più seducente. Questo sfoggiavano le belle ragazze di Umbertide alle sfilate di moda e di bellezza. Un concorso di bellezza mi è rimasto impresso, perché al momento dell’intervista delle concorrenti le risate non mancarono. La ragazza che vinse il concorso, dagli occhi blu come il mare con i pendenti di madreperla che delineavano il bel viso, un tocco sublime di rossetto rosa pallido e la pettinatura a “crocchia” bloccata magistralmente dalla lacca la rendevano veramente affascinante.
Si, era bella ma al momento dell'intervista non “spiccicava” una parola...
Allora Gianni della “Fiammetta” , dietro le quinte ..... ma si vedeva e si sentiva tutto, incominciò a suggerire. Lei prendendo coraggio, iniziò, tremolante, a parlare, con il microfono che le sfiorava le labbra. Allora..., dalle “casse”, usciva un suono molto intenso e forte. Le sue parole posandosi tra i presenti, volavano poi in alto, su verso i castagni e verso i tigli: “Ringrazio la mia mamma che mi ha fatto tanto, tanto, tanto ... “beellaa” poi una pausa, perché il suggerimento non arrivava . Quando arrivò disse “e.. e... e sono tanto, tanto, tanto contenta di essere arrivata “UNO”… .
Le giornate estive si passavano gioiosamente a chiacchierare, qualche partita a carte, ad ascoltare le canzoni seduti intorno a quei tavoli di ferro con sopra qualche birra e qualche pacchetto di sigarette. Quando poi le ragazze si alzavano con le loro minigonne, lo spettacolo era assicurato: si poteva meravigliosamente osservare sul dietro delle loro prosperose e rigogliose cosce, frutto di una dieta sana e nostrana..., quell'inconfondibile marchio a “griglia” delle sedie della mitica Piattaforma di Umbertide.
Articolo pubblicato su “Informazione locale” – Gennaio/Febbraio 2023

UNA STORIA CHE HA INIZIO NEL 1945
a cura di Fabio Mariotti
I reduci del Gruppo di Combattimento “Cremona” si riunirono nel luglio del 1945 per fondare la sezione cittadina degli ex combattenti intitolata alla memoria dei loro commilitoni Quirino Pucci e Giuseppe Rosati caduti combattendo con il nuovo esercito italiano a Po di Primaro. Tra le altre cose ci fu l’accordo con l’Amministrazione comunale per la realizzazione di una struttura all’aperto dove poter svolgere manifestazioni ricreative e culturali. Individuata la zona dove realizzarla, i lavori furono eseguiti gratuitamente dai reduci e dai loro giovani simpatizzanti. Nacque così, intorno alla Piattaforma, l’associazione “Club Cremona”, in onore del Gruppo di Combattimento Cremona, reparto militare del nuovo esercito italiano nel quale avevano combattuto i giovani umbertidesi.


Nei suoi 80 anni di vita la Piattaforma – Club Cremona ha vissuto fasi alterne, alti e bassi con difficoltà di gestione dopo il passaggio di mano del gruppo storico che aveva dato vita a questa struttura molto apprezzata dagli umbertidesi e per tanti anni unico centro di aggregazione giovanile della città insieme alla parrocchia di Santa Maria.




Dopo il brillante articolo di Guido Lamponi che ci ha raccontato con la consueta “verve” gli anni “eroici”, i Sessanta e Settanta, vogliamo ricordare anche, con articoli dell’epoca, gli interventi di ristrutturazione della struttura con i relativi cambi di gestione fino ad arrivare alla situazione attuale con cui si pensa di aver chiuso il cerchio e di aver riportato la Piattaforma ad essere un punto di riferimento per la vita aggregativa, culturale e sociale della città.

Terminati infatti i lavori di ristrutturazione realizzati grazie al progetto “Piattaforma Cult Hub” con cui Anonima Impresa Sociale ha vinto la terza edizione del concorso “InvestiAMOsociale”, promossa da Fondazione Perugia e UniCredit, la Piattaforma è tornata ad essere il centro della vita sociale di Umbertide. Sotto lo slogan “La cultura Piattaforma la Città” mercoledì 5 novembre 2025 sono state aperte al pubblico le attività della libreria, a cura di Alibù, e del bar.

La “nuova” Piattaforma sarà quindi un punto di incontro polifunzionale, con libreria indipendente con caffetteria, spazio coworking e aula studio multimediale, sala allestita per ospitare presentazioni, laboratori, spettacoli musicali, teatrali e performativi, attività formative e servizi per la cittadinanza.
Si è così definita la completa restituzione alla vita cittadina della Piattaforma, che in questi primi mesi ha presentato un calendario di attività articolato in laboratori multidisciplinare indirizzati a bambini, famiglie e adulti; incontri e presentazioni con gli autori; attività di welfare culturale (tra cui inclusione attiva di bambini e ragazzi a rischio di povertà educativa); servizio informativo turistico territoriale (senza oneri per l’amministrazione); eventi culturali (cinema, teatro, musica, arte, street art).Gli spazi della Piattaforma saranno inoltre resi gratuitamente disponibili per letture e sessioni di studio e per coworking, attraverso la condivisione delle sale e degli strumenti (tablet, rete wi-fi).

Articolo pubblicato su umbertidestoria.net – Sezione “Tradizioni” – Pag. “Ricordi umbertidesi”
09/07/26
